Come si calcola il contributo perequativo introdotto dal DL Sostegni bis

Dal DL Sostegni bis nuovi aiuti per le imprese più colpite dalle restrizioni.

Redazione MondoPMI
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Come si calcola il contributo perequativo introdotto dal DL Sostegni bis

È stato confermato il contributo introdotto a favore delle imprese che hanno subito cali di reddito.

 

Banca Ifis

 

Un contributo per coprire parte della differenza tra il reddito del 2020 e quello del 2019

L’introduzione del cosiddetto contributo perequativo è una delle principali novità contenute nel testo del DL Sostegni bis (DL n. 73/2021, convertito con la legge n. 106/2021).

Si tratta di un nuovo contributo a fondo perduto, alternativo agli altri contributi previsti a favore delle imprese che hanno subito perdite reddituali e cali di fatturato a causa della pandemia e dei conseguenti stop alle attività.

Mentre i primi contributi che sono stati introdotti si basavano esclusivamente sulla perdita di fatturato, il contributo perequativo tiene in considerazione la perdita registrata nei risultati d’esercizio tra il 2020 e il 2019. In particolare, nel caso in cui ci sia stato un peggioramento nel risultato tra il 2020 e il 2019, il DL Sostegni bis permette di richiedere un contributo che andrà a coprire parte di questa perdita.

Possono fare richiesta dell’indennizzo i titolari di partita IVA, chi svolge un’attività d’impresa, arte o professione e chi produce reddito agrario. Per l’accesso al contributo è necessario essere in attività al 26 maggio 2021 e aver avuto nel 2019 un fatturato o compensi fino a 10 milioni di euro. La percentuale di perdita minima e la modalità da seguire per il calcolo del contributo perequativo saranno definiti da un provvedimento apposito del Ministero dell’economia e delle finanze.

Il testo del DL Sostegni bis specifica che il risultato d’esercizio 2020 va considerato al netto degli aiuti Covid percepiti. Ogni attività potrà ricevere un contributo massimo pari a 150.000 euro. Per poter fare richiesta per questo contributo a fondo perduto è necessario presentare la dichiarazione dei redditi dell’esercizio 2020 entro il 10 settembre 2021.

Al momento della richiesta del contributo a fondo perduto si può decidere se ricevere il contributo con un versamento sul proprio conto corrente oppure se utilizzarlo sotto forma di credito d’imposta.

Le novità introdotte dalla legge di conversione del DL Sostegni bis

La legge di conversione del DL Sostegni bis ha modificato il testo originario del decreto legge, introducendo diverse novità che interessano i contributi stanziati a favore delle imprese.

È stato introdotto, ad esempio, un contributo a fondo perduto a favore delle imprese di alcuni dei settori più colpiti dalle restrizioni, come le attività del wedding, dell’intrattenimento e dell’horeca. L’indennizzo interessa le imprese che hanno subito un calo di fatturato di almeno il 30% tra il 2020 e il 2019.

Nel testo modificato in sede di conversione è comparso anche un contributo a fondo perduto previsto per le imprese e per i titolari di reddito agrario con un fatturato compreso da 10 milioni e 15 milioni di euro. Queste categorie possono richiedere il contributo a fondo perduto o l’indennizzo alternativo. A seconda del tipo di contributo scelto, per determinare l’importo dell’indennizzo si tiene conto della differenza nel fatturato medio mensile del 2020 rispetto a quello del 2019 o della differenza tra il fatturato medio mensile del periodo compreso tra aprile 2019 e marzo 2020 e quello del periodo aprile 2020-marzo 2021.