Contratti di filiera: i finanziamenti per le PMI agroalimentari

Finanziamenti in arrivo da MIPAF e associazioni di categoria.

Redazione MondoPMI
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È stata pubblicata nelle scorse settimane sul sito del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali la circolare che disciplina l’attivazione dei contratti di filiera e di distretto e che ufficializza l’arrivo di oltre 60 milioni di euro di finanziamenti per le aziende agroalimentari che decideranno di farne parte.

Si tratta di uno strumento finanziario molto utile per l’intero comparto agricolo e che era atteso dagli operatori ormai da qualche anno. Il bando che si aprirà il 27 novembre, infatti, arriva dopo cinque anni dall’ultimo, datato 2012.

Come funzionano i contratti di filiera e di distretto

I contratti di filiera e di distretto sono stati pensati con l’obiettivo di sostenere gli investimenti nel settore agricolo, agroalimentare e delle agroenergie a livello nazionale, promuovendo l’integrazione tra i diversi attori che operano lungo tutta la filiera.

Nel dettaglio, questo strumento si propone di creare una forte sinergia tra l’esperienza delle industrie di trasformazione e le piccole e medie imprese agricole che forniscono le materie prime, al fine di rafforzare l’intera filiera e il settore agroalimentare.

Nella sostanza, la struttura del progetto funziona in questo modo:
  • viene individuata una grande azienda di trasformazione e vendita di prodotti agroalimentari, che si propone come capofila per una specifica filiera;
  • viene definito un contratto di fornitura a prezzo bloccato per 5/7 anni, a beneficio delle PMI agroalimentari fornitrici, con premi legati alla qualità della materia prima conferita;
  • le aziende aderenti al contratto, avranno quindi la possibilità di accedere a contributi a fondo perduto per investimenti propedeutici al miglioramento della qualità del prodotto, al fine di aumentare gli standard qualitativi di produzione.

La differenza tra contratti di filiera e contratti di distretto sta nella loro territorialità: i primi si fondano su accordi sottoscritti tra soggetti operanti in un ambito multiregionale, mentre i contratti di distretto sono legati ad un preciso territorio.

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I finanziamenti del MIPAAF

Il bando che si aprirà il prossimo 27 novembre prevede una dotazione finanziaria di 60 milioni di euro in contributo conto capitale e 200 milioni di euro di contributo a tasso agevolato attraverso il Fondo rotativo di sostegno alle imprese in favore delle aziende che decideranno di sottoscrivere i contratti di filiera. La misura riserva particolari vantaggi alle imprese del Mezzogiorno: ai progetti che coinvolgono le Regioni del Sud Italia, infatti, sono riservate l’80% delle risorse e una premialità nella valutazione qualitativa effettuata da un’apposita Commissione.

Ai fini della concessione delle agevolazioni i soggetti beneficiari devono ottenere un Finanziamento bancario, pari al 50% dell’ammontare complessivo del Finanziamento, concesso dalle Banche finanziatrici che abbiano sottoscritto lo specifico mandato con la Cassa Depositi e Prestiti.

Le agevolazioni verranno erogate nella forma di contributo in conto capitale e di finanziamento agevolato. Potranno accedervi i soggetti beneficiari che avranno sottoscritto un Accordo di filiera o un Accordo di distretto con il Ministero.

Tutte le informazioni sui finanziamenti e la modulistica per la presentazione delle domande sono presenti sul sito del Ministero.

Le associazioni di categoria e i contratti di filiera e di distretto

Anche le principali associazioni di categoria del settore agricolo stanno intervenendo attivamente nel settore con le proprie iniziative legate ai contratti di filiera di distretto. Nei giorni scorsi, ad esempio, Coldiretti ha lanciato “Filiera Italia”, una nuova realtà associativa tr realtà produttive “che si pongono come obiettivo quello di sostenere e valorizzare il Made in Italy dal campo alla tavola, con filiere che esprimono i valori comuni dell’identità territoriale e nazionale, della trasparenza e della sostenibilità, in una logica di consumo consapevole”.

Nello stesso ambito si sta muovendo anche Confagricoltura, che agisce sui contratti di filiera e di distretto con iniziative territoriali legati anche a particolari settori di attività, ad esempio quello di produzione e lavorazione del grano duro.

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Image credit: shutterstock