Cosa prevede il DL sulla crisi d’impresa

Il DL n. 118/21 offre strumenti e soluzioni innovativi a disposizione delle aziende in crisi.

Redazione MondoPMI
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La principale novità è l’arrivo della composizione negoziale della crisi, per aiutare le aziende in difficoltà.

Banca Ifis

I principali contenuti del DL sulla crisi d’impresa

Il DL sulla crisi d’impresa (DL n. 118/21) è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 agosto. Il provvedimento introduce diverse novità, con lo scopo di sostenere le imprese che stanno affrontando un periodo di crisi aziendale.

In particolare, il decreto stabilisce:

  • il rinvio dell’entrata in vigore del codice della crisi d’impresa, che sarà attivo dal 15 maggio 2022;
  • il rinvio al 2024 dell’entrata in vigore delle norme contenute nel titolo II del codice della crisi d’impresa sulle misure di allerta;
  • la modifica della legge fallimentare, con l’introduzione di meccanismi di compensazione negoziale per le imprese che aderiscono al concordato preventivo;
  • l’introduzione, già a partire dal 15 novembre 2021, della composizione negoziata della crisi, un nuovo strumento volontario a disposizione delle imprese in difficoltà.

 

Come funziona la composizione negoziale della crisi

L’emergenza sanitaria in molti casi ha acuito i problemi economici e finanziari delle imprese. Il DL sulla crisi d’impresa è intervenuto per fornire a commercianti e imprenditori un nuovo strumento per il risanamento della crisi e il recupero di liquidità e redditività.

Il nuovo strumento è disciplinato dall’articolo 2 del DL sulla crisi d’impresa e prende il nome di composizione negoziata della crisi. Come suggerisce il nome, permette di rinegoziare gli accordi con i debitori e intervenire in modo mirato per risanare la propria posizione. A differenza degli strumenti individuati dalla legge fallimentare, permette la composizione stragiudiziale della crisi e in maniera meno onerosa. Il tutto con l’aiuto di consulenti esperti a cui l’imprenditore potrà fare ricorso con la mediazione della Camera di Commercio a cui è iscritto.

Lo strumento è volontario, garantisce riservatezza ed è a disposizione di imprese commerciali e agricole di ogni dimensione che si trovano in una situazione di crisi patrimoniale o di squilibrio economico-finanziario. L’obiettivo della misura è quello di intervenire tempestivamente, prima che lo squilibrio si trasformi in una crisi irrecuperabile.

Si potrà accedere alla composizione negoziata della crisi attraverso l’apposita piattaforma nazionale che entrerà in funzione dal 15 novembre. Sarà sufficiente che l’imprenditore richieda la nomina di un esperto a cui sarà affidato il compito di assistere l’impresa durante il processo di risanamento. Gli esperti potranno essere nominati tra dottori commercialisti, revisori contabili, avvocati, consulenti del lavoro e persone che hanno seguito a vario titolo operazioni di ristrutturazione e risanamento aziendale.

L’istanza di richiesta per l’accesso alla composizione negoziale della crisi deve contenere:

  • i bilanci degli ultimi tre anni;
  • una relazione sull’attività, che illustri un piano finanziario e un piano delle iniziative industriali pianificate per i sei mesi successivi;
  • l’indicazione dettagliata della condizione debitoria dell’azienda, elencando i debiti tributari, quelli contributivi, l’elenco dei creditori e le altre pendenze;
  • le informazioni sull’azienda contenute nella Centrale dei Rischi della Banca d’Italia.

Sulla base di queste informazioni e con la consulenza di un esperto nominato dalla Camera di Commercio, l’imprenditore potrà intervenire rinegoziando individualmente gli accordi con i creditori o optare per il trasferimento dell’azienda o di un suo ramo.