Dai minimi al forfettario, come gestire il cambio?

Dal 2016 il solo regime agevolato è il forfettario, ma come fare?

Alberto Liviero
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Per i giovani imprenditori e per le nuove iniziative produttive gli ultimi 3 anni sono stati caratterizzati da innumerevoli cambiamenti normativi e di interventi legislativi in extremis. Di certo, dal 2016, l’unico regime fiscale agevolato per le persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti e professioni è il forfettario. Viene, dunque, definitivamente soppresso il tanto compianto regime dei minimi.

Alla luce di ciò, come deve comportarsi chi ha intrapreso la propria attività nel 2014 o nel 2015, adottando il regime dei contribuenti minimi? Dal primo gennaio è obbligatorio transitare nel nuovo regime forfettario?

Fortunatamente la risposta è no. Chi nei periodi d’imposta 2014 e 2015 si è avvalso del regime dei minimi potrà continuare a fruirne fino alla naturale scadenza. Più precisamente:

  • al termine del quinquennio se attività iniziata oltre i 35 anni;
  • oltre il quinquennio ma fino al raggiungimento del 35esimo anno di età;
  • superamento della soglia limite di 30.000€ di ricavi;
  • oppure il verificarsi di una delle altre cause di esclusione (partecipazione in società di persone o srl trasparente, valore beni strumentali superiore ai 15.000 € ecc..).

Inoltre, tali soggetti, qualora lo trovassero conveniente, potranno comunque decidere di optare dall’01.01.2016 per il regime forfettario essendo quest’ultimo un regime naturale.

Banca IFIS Impresa

 

Forfettario nel 2015. Stesso discorso per chi ha iniziato, nel 2015, una nuova attività nel regime forfettario anziché quello dei minimi. Se rispettati tutti i limiti e requisiti previsti dalla norma, potrà applicare l’imposta sostitutiva ulteriormente agevolata, 5% luogo del 15%, per l’anno in corso e per i 4 esercizi successivi.

Ordinario nel 2015. Nel corso del recente Telefisco, l’agenzia entrate si espressa su un particolare caso, chiarendo che chi all’01.01.2015 presentava tutte le condizioni per accedere al regime forfettario, ma ha optato per l’ordinario, nel 2016 avrà la facoltà di transitare nel regime forfettario, senza dover rispettare il vincolo triennale per il regime ordinario.

Per concludere ritengo fondamentale sottolineare che in alcuni casi non sempre l’opzione per il regime agevolato si traduce nella soluzione più vantaggiosa in termini di tassazione. La convenienza ruota attorno alla presenza di una pluralità di variabili (figli a carico, spese mediche, interessi mutuo prima casa, altri redditi ecc..).

Il consiglio, quindi, è quello di rivolgersi ad un consulente di fiducia per un’attenta analisi del proprio status onde evitare di fare una scelta che, a posteriori, potrebbe risultare antieconomica.

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Image credit: shutterstock