Dal jobs act arriva lo stop ai Co.Co.Pro.

Redazione MondoPMI
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Con l’entrata in vigore del decreto sul riordino dei contratti, contenuto nel jobs act, ci sarà uno stop dei cosiddetti Co.co.pro. (contratti di collaborazione a progetto). Il riordino, tuttavia, non andrà a modificare quelli esistenti che potranno arrivare alla loro naturale scadenza.

Dal 2016 le prestazioni personali continuative e organizzate dal committente dovranno essere mutate in rapporti subordinati a tempo indeterminato. Saranno ammesse collaborazioni nei casi regolarizzati dai contratti collettivi, per quelle professioni che necessitano di un’iscrizione ad albo professionale, per i call center e per coloro che amministrano società o partecipano a collegi e commissioni. Un’altra eccezione riguarda le associazioni e società sportive dilettantistiche che siano associate ad enti riconosciuti dal Coni.

Il lavoratore e il committente potranno far certificare che la loro collaborazione non rientra nei casi che prevedono la conversione in rapporti subordinati. In caso di verifiche, una certificazione rappresenta un’ulteriore garanzia.

Quanto detto fino ad ora riguarda i privati, mentre per il settore pubblico è previsto una specifica regolamentazione in questo periodo di passaggio: per tutto il 2016 tali regole non saranno applicate, mentre dal 2017 non sarà più possibile attivare contratti collaborativi. Questo ulteriore anno è stato necessario nel settore pubblico in quanto i contratti di collaborazione sono ampiamente utilizzati.

A partire dal 1 gennaio 2016, secondo quanto riportato nel jobs act, coloro che assumeranno con contratto di subordinazione a tempo indeterminato un lavoratore che prima aveva un contratto di collaborazione, avranno la possibilità di beneficiare della sanatoria che prevede l’estinzione di tutti gli illeciti (fiscali, contributivi o di tipo amministrativo) che riguardano l’uso non corretto dei contratti di collaborazione. Questa oppurtunità, naturalmente, non vale per le irregolarità riscontrate prima dell’assunzione del lavoratore.

Perché la sanatoria sia possibile, il lavoratore deve firmare un accordo di rinuncia a qualsiasi genere di pretesa sul datore di lavoro per eventi passati, il lavoratore non potrà però essere licenziato per almeno un anno.

Image credit: Shutterstock