Decreto Crescita, più libertà per le PMI: la Camera elimina il massimale nell’emissione di titoli finanziari

Redazione MondoPMI
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Arrivano buone notizie da Palazzo Montecitorio, dove la Camera ha recentemente affrontato la revisione del decreto legge crescita: l’aula ha deciso di eliminare lo sbarramento riguardo l’emissione di titoli finanziari pari all’attivo corrente, esponendo le Piccole Medie Imprese solo ad una segnalazione in caso di emissioni superiori all’attivo corrente presente nel bilancio dell’anno precedente.
Una semplificazione normativa che agevola l’imprenditoria in generale, ora non più soggetta a considerare il freno derivante da eventuali limiti di bilancio.

Il decreto legge ha posto però dei vincoli riguardo questa nuova modalità di accesso al credito da parte delle imprese:

  • nell’emissione dei titoli le PMI dovranno essere assistite da uno sponsor in grado coadiuvare l’azienda nelle procedure di emissione e di collocamento dei titoli stessi. Lo sponsor, banca o società di gestione o investimento (es: Sgr, Sicav), manterrà nel proprio portafoglio una quota dei titoli emessi in base a diverse fasce valoriali di emissione, e oltre ad una valutazione dell’emittente al momento della stipula sarà chiamato a presentare la segnalazione in caso di superamento dell’attivo corrente di bilancio. Le classificazioni verranno sempre rese pubbliche e seguiranno una scala di giudizio in base al livello di garanzia (elevata, normale, bassa) e di qualità del credito (ottima, buona, soddisfacente, scarsa, negativa) dell’emittente;
  • in caso di emissioni di cambiali e obbligazioni, l’ultimo bilancio aziendale dovrà essere certificato da un revisore contabile o da una società di revisione regolarmente iscritta;
  • non sarà più possibile per i soci dell’impresa emittente investire nei titoli della propria società, ma esclusivamente ad investitori professionali esterni nel rispetto delle norme vigenti in materia di conflitti di interesse.

Le imprese potranno inoltre godere di un periodo di diciotto mesi dall’entrata in vigore della norma nel quale derogare l’obbligo di certificazione del bilancio in misura non inferiore al 50% dei valori di emissione.