Decreto Cura Italia: le misure a sostegno di imprese e liberi professionisti

Cassa integrazione, credito d’imposta e sostegni finanziari: quali sono le misure previste dal Governo per sostenere le imprese italiane?

Redazione MondoPMI
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Sono 350 i miliardi stanziati per supportare sanità, famiglie, imprese e lavoratori durante l’emergenza Coronavirus, dei quali 25 miliardi sono investimento diretto del Governo italiano. Nella giornata di ieri, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il Decreto Legge Cura Italia, contenente le misure sanitarie ed economiche che verranno messe in atto nei giorni a venire.

 

Banca Ifis

 

L’entrata in vigore del Decreto sancisce l’avvio di una serie di disposizioni finanziarie, economiche e fiscali a sostegno di imprenditori, dipendenti e liberi professionisti. Vediamole nel dettaglio.

Cassa integrazione straordinaria

Le imprese, indipendentemente dalla regione e dal settore di appartenenza, possono sfruttare la cassa integrazione straordinaria fino ad un massimo di 9 settimane, previo accordo sindacale. Sono comprese nella misura anche quelle imprese che normalmente non possono usufruire degli ammortizzatori sociali, mentre è escluso il lavoro domestico.

È prevista anche la possibilità di cassa integrazione ordinaria (sempre fino ad un massimo di 9 settimane) per le imprese che hanno dovuto ridurre o sospendere le proprie attività a causa dell’emergenza Coronavirus.

Licenziamento e disoccupazione

Per i prossimi due mesi, le imprese non potranno licenziare sfruttando la causale del “giustificato motivo oggettivo”.

Per quanto riguarda il settore dell’agricoltura, è stato prorogato il termine per la domanda di disoccupazione agricola all’1 giugno 2020.

Stop ai versamenti

I versamenti:

  • per il saldo delle ritenute
  • dell’Iva annuale e mensile
  • dei contributi previdenziali
  • dei contributi assistenziali

sono rinviati al 31 maggio, per imprese e liberi professionisti con ricavi inferiori ai 2 milioni di euro. I versamenti potranno essere saldati in un’unica soluzione o in rate mensili (fino ad un massimo di 5).

Possono usufruire dell’agevolazione anche i settori più colpiti dall’emergenza: turistico-alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cinema e teatri, sport, istruzione, parchi divertimento, eventi, sale giochi, centri scommesse e trasporto merci.

Stop agli adempimenti fiscali

Tutte le scadenze fiscali comprese tra l’8 marzo e il 31 maggio sono sospese e rimandate al 31 maggio: i versamenti potranno essere effettuati in un’unica soluzione o mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 5 rate mensili da spalmare sul mese di maggio.

Stop alle ritenute

I liberi professionisti con ricavi inferiori ai 400 mila euro non dovranno versare le ritenute d’acconto sui ricavi fino al 31 marzo. I contribuenti che beneficeranno della sospensione, dovranno versare l’ammontare dovuto entro il 31 maggio (sempre in un’unica soluzione o in, al massimo, 5 rate mensili).

Credito d’imposta

Per le attività commerciali di piccole dimensioni, come negozi e botteghe, è riconosciuto un credito d’imposta pari al 60% del canone d’affitto relativo al mese di marzo.

Per tutte le imprese, invece, è previsto, per il 2020, un credito d’imposta pari al 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro (nella misura massima di 20 mila euro), fino all’esaurimento dell’importo di 50 milioni di euro.

Moratoria prestiti PMI

Presentando richiesta alla banca, le PMI e le micro imprese possono ottenere una moratoria sui prestiti e sulle linee di credito, con garanzia pubblica del 33%. È inoltre previsto un bonus per la cessione dei crediti deteriorati.

Sostegno finanziario

È stato potenziato il Fondo di garanzia per le PMI: lo Stato fornisce una garanzia di 9 mesi per prestiti fino a 5 milioni di euro destinati alla risoluzione di situazioni debitorie. Per gli interventi di garanzia diretta, la percentuale di copertura è pari all’80% dell’ammontare di ciascuna operazione di finanziamento, per un massimo di 1,5 miliardi di euro.

Inoltre, le imprese colpite dall’emergenza Coronavirus possono richiedere, dietro comunicazione alla banca:

  • che le aperture di credito a revoca, e i prestiti accordati a fronte di anticipi esistenti alla data del 29 febbraio, non siano revocati (in tutto o in parte) fino al 30 settembre
  • che i prestiti non rateali con scadenza antecedente al 30 settembre siano prorogati fino al 30 settembre, alle medesime condizioni contrattuali
  • che i mutui, altri finanziamenti a rimborso rateale e il pagamento dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre, siano sospesi fino al 30 settembre, e il piano di rimborso sia dilazionato.

È previsto, poi, lo stanziamento di 500 milioni di euro per garantire, attraverso la Cassa depositi e prestiti, finanziamenti a tasso agevolato alle imprese.

Fondo per il Made in Italy

Sono stati stanziati 150 milioni di euro (dotazione iniziale) per il sostegno delle PMI italiane nel loro processo di internazionalizzazione: dalla campagna di promozione alla concessione di co-finanziamenti a fondo perduto.

 

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