Decreto Sviluppo: le novità dell’IVA per cassa

Studio Baldassi
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Il 3 agosto scorso il Senato ha definitivamente convertito in legge il Decreto Sviluppo (decreto  legge  n.  83/2012).

Tra le novità previste vi è la possibilità, per Piccole Medie Imprese e professionisti il cui volume d’affari nell’anno solare precedente non abbia superato i 2 milioni di euro, di liquidare l’Imposta sul Valore Aggiunto per cassa, ossia di pagare l’IVA solo sulle fatture saldate e non più anche su quelle emesse ma non pagate (Art. 32 bis).

Diversamente dal meccanismo attualmente in vigore per i contribuenti con volume d’affari fino a 200.000  euro (secondo il quale anche l’acquirente può detrarre l’imposta di una fattura ad esigibilità differita solo a seguito del pagamento), chi sceglie la liquidazione dell’IVA per cassa deve seguire la stessa logica anche nella detrazione della stessa sugli acquisti (applicabile dunque solo per quelli già pagati). Il cliente che riceve la fattura emessa da un soggetto che liquida l’IVA per cassa, al contrario, può detrarre l’imposta dal momento in cui riceve la fattura, anche se non ancora pagata.

La data di entrata in vigore del nuovo regime (che abroga di fatto l’art. 7 del Dl n. 185/2008 ) è demandata ad un decreto ministeriale attuativo da emanare entro 60 giorni.

Le disposizioni in esame non riguardano:

  • i soggetti che si avvalgono di regimi speciali di applicazione dell’IVA (ad eccezione di quelli dell’agricoltura e dello spettacolo);
  • i committenti che applicano l’inversione contabile;
  • le operazioni effettuate con cessionari o committenti che assolvono l’IVA applicando l’inversione contabile.