Dichiarazione dei redditi: come regolarizzare la mancata presentazione

Come presentare il modello redditi tardivo

Redazione MondoPMI
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dichiarazione redditi

Se stai leggendo questo articolo è perché, molto probabilmente, ti sei ricordato di dover presentare la dichiarazione dei redditi a tempo ormai scaduto o molto semplicemente perché sei uno dei “fortunati” contribuenti che ha ricevuto la tanto temuta comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Di fatti, ogni anno l’Agenzia delle Entrate invia circa una centinaia di migliaia di lettere ai contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi nei termini ordinari, invitandoli a regolarizzare la loro posizione entro l’ultima data prevista.

La regolarizzazione oltre i termini ordinari è sancita dall’articolo 2 del DPR 322/1998: “Si considerano valide le dichiarazioni presentate entro 90 giorni dalla scadenza del termine, salvo restando l’applicazione delle sanzioni per il ritardo”. I ritardatari possono quindi tirare un sospiro di sollievo e sanare la propria posizione. Vediamo insieme come.

Banca IFIS Impresa

 

Contestualmente alla presentazione del modello Redditi tardivo, il contribuente dovrà versare una sanzione pari a 250 euro , con la possibilità di ridurre la sanzione utilizzando il ravvedimento operoso. In particolare, con il ravvedimento la sanzione è ridotta ad 1/10 del minimo ad è, quindi, pari a 25 euro.

La sanzione può essere versata utilizzando il modello F24, indicando l’anno di imposta nel quale è stata commessa la violazione ed il codice tributo 8911.

Cercando di mettere un po’ di ordine tra le scadenze, la dichiarazione:

  • si considera valida e tempestiva, entro il termine di presentazione del 31 ottobre;
  • si considera valida ma tardiva se presentata con ritardo non superiore a 90 giorni rispetto alla originaria scadenza, quindi entro il 29 gennaio 2019, e pagando una sanzione pari a 25 euro;
  • si considera invece omessa se presentata con ritardo superiore a 90 giorni dalla scadenza, quindi oltre la data del 29 gennaio 2019.

La differenza tra dichiarazione tardiva e omessa rileva in sede di regolarizzazione da parte del contribuente, poiché solo la prima può beneficiare delle riduzioni sanzionatorie previste dal ravvedimento operoso mentre in caso di omessa dichiarazione il contribuente non può in alcun modo sanare la propria posizione.

Attenzione! Il termine per l’invio delle dichiarazioni dei redditi (irpef, ires ed irap) scadrebbe il 30 settembre di ogni anno ma per il 2018 l’invio è stato prorogato temporaneamente (per evitare la sovrapposizione con la scadenza dello spesometro) al 31 ottobre con conseguente slittamento dei 90 giorni dal 29 dicembre 2018 al 29 gennaio 2019.

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Image credit: shutterstock