Dichiarazione dei redditi: le novità 2020, anche in termini di sanzioni

I titolari di partita Iva in regime di contabilità semplificata possono compilare e inviare la dichiarazione dei redditi in modo autonomo e per via telematica, grazie alla dichiarazione precompilata.

Redazione MondoPMI
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Dichiarazione dei redditi

La dichiarazione dei redditi è un documento contabile e fiscale che i contribuenti (privati, imprese e partite Iva) residenti in Italia utilizzano per dichiarare al fisco i redditi percepiti nell’arco dell’anno precedente, tenendo conto delle spese deducibili e detraibili.

Il Decreto Fiscale 2020 ha introdotto importanti novità in materia:

  • Ha fissato una nuova data di consegna della dichiarazione dei redditi 2021, il 30 settembre;
  • Ha ampliato la platea dei contribuenti che possono adottare il modello 730;
  • Ha garantito ai datori di lavoro un lasso di tempo maggiore per l’invio della Certificazione Unica 2020 all’Agenzia delle Entrate (dal 7 al 16 marzo);
  • Ha fissato l’accesso alla dichiarazione precompilata dal 30 aprile, anziché dal 15 aprile.
Banca Ifis

 

La dichiarazione precompilata è una nuova modalità di dichiarazione dei redditi, telematica, dedicata ai titolari di partita Iva in regime di contabilità semplificata.

Secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2020, le nuove scadenze relative alla dichiarazione dei redditi sono le seguenti:

  • 7 luglio – per chi presenta il modello ordinario al proprio sostituto d’imposta
  • 23 luglio – per chi presenta il modello CAF o di altro intermediario autorizzato
  • 23 luglio – per chi si serve della dichiarazione precompilata
  • 30 novembre – per chi consegna il Modello Redditi 2020 (ex Unico).

 

DICHIARAZIONE DEI REDDITI INFEDELE

La dichiarazione dei redditi infedele si presenta quando, all’interno della dichiarazione dei redditi, il contribuente dichiara un reddito non veritiero: in particolare, quando il reddito indicato risulta più basso rispetto a quello risultante dalla Certificazione Unica.

La sanzione per chi dichiara un reddito falso, va dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta o della differenza del credito utilizzato. La stessa sanzione si applica se, nella dichiarazione, sono state inserite delle detrazioni e delle deduzioni d’imposta indebite.

Il valore della sanzione aumenta fino al 270% quando la violazione è realizzata mediante l’utilizzo di documentazione falsa o per operazioni inesistenti. Inoltre:

  • l’omissione dei redditi prodotti all’estero prevede un aumento di 1/3 della sanzione
  • La sanzione è ridotta di un terzo se la maggior imposta, o il minor credito, sono inferiori al 3% dell’imposta e del credito dichiarati
  • La sanzione può scendere fino al 120% nel caso in cui il contribuente provveda a presentare la dichiarazione correttiva

DICHIARAZIONE DEI REDDITI OMESSA

L’omissione si verifica quando il contribuente tenuto alla compilazione della dichiarazione dei redditi, non la presenta entro la scadenza fissata dalla legge o lo presenta oltre i 90 giorni di ritardo concessi dalla normativa.

L’omissione della dichiarazione dei redditi comporta il pagamento di una sanzione pari al 120%-240% delle imposte dovute. In presenza di redditi prodotti all’estero permane la consueta maggiorazione di 1/3 della sanzione. È di recente introduzione una nuova sanzione che va dal 60% al 120% delle imposte, applicabile nel caso in cui il contribuente provveda a presentare una nuova dichiarazione entro i termini della dichiarazione per l’anno successivo.

 

Come regolarizzare la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi? Leggilo nel nostro articolo.