Elusione fiscale, da ottobre cambia la legge

Depenalizzate alcune contestazioni, ecco tutte le novità introdotte

Redazione MondoPMI
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A seguito della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale durante il mese di agosto, è entrato in vigore da qualche giorno il decreto legislativo n. 128/2015 sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente.

Il decreto sarà effettivamente operativo solo a partire dal 1° Ottobre, e comporterà la non perseguibilità penale delle contestazioni elusive. Avrà efficacia retroattiva, a meno che non sia già stato notificato l’accertamento. Di fatto ci sarà l’abrogazione dell’articolo 37bis del decreto del Presidente della Repubblica n° 600/1973 sulle disposizioni antielusive, andando a integrarne i contenuti dell’articolo 10-bis della legge n. 212/2000, eliminando la rilevanza penale delle contestazioni. L’abuso del diritto e l’elusione fiscale vengono quindi sanzionati solo amministrativamente, mantenendo l’incidenza penale solo nel caso di frode o evasione fiscale.

La nuova normativa ritiene non abusive “le operazioni giustificate da valide ragioni extrafiscali che rispondono a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa”Il fisco dovrà comunque, entro 60 giorni, notificare al contribuente la richiesta di chiarimenti contenenti i motivi per cui si ritenga configurata l’elusione. Saranno disconosciuti i vantaggi finanziari per le operazioni “prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti”.

Ai reati tributari sono stati imposti dei limiti al raddoppio dei termini di accertamento da parte del Fisco. In base alla nuova norma si potrà verificare solo nel caso di violazioni fiscali denunciate all’autorità giudiziaria entro 5 anni dalla dichiarazione.

Viene infine istituito il regime collaborativo tra Agenzia delle Entrate e contribuenti dotati di un sistema di rilevazione, misurazione e controllo del rischio fiscale. Inizialmente riservato alle aziende con fatturato superiore ai 10 miliardi di euro, prevedrà una riduzione delle sanzioni amministrative applicabili.