Emissione fatture: chiusa la consultazione al Ministero per le novità del 2013

Studio Baldassi
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In un precedente articolo dello scorso maggio abbiamo trattato il tema delle nuove modalità di fatturazione che prenderanno avvio a partire dal 2013. Le norme che il governo si è impregnato a delineare sono destinate a recepire le volontà comunitarie espresse dalla Direttiva europea 45/2010, dedicate in particolare a:

  • variare l’obbligo di emissione per gli acconti sulle cessione di beni avvenuti con un fornitore estero appartenente alla Comunità Europea;
  • semplificare le informazioni presenti quando l’importo non supera il valore di 100€ (o corrispettivo in valuta nazionale) o per le note di variazione;
  • utilizzare  mezzi di comunicazione elettronici.
In questi mesi l’Esecutivo ha avviato una consultazione online sul sito del Ministero delle Finanze al fine di coinvolgere le associazioni di categoria per valutare ed eventualmente proporre dei miglioramenti alla bozza del decreto che porterà ad una nuova legislazione in termini di fatturazione IVA. Tra i professionisti che sono intervenuti nella consultazione vi sono gli esperti de Il Sole 24 Ore, i quali hanno recentemente posto alcuni suggerimenti sulle norme introdotte, ed in dettaglio:
  • va chiarita in maniera più accurata la documentazione che permette l’emissione della fattura differita;
  • la fattura emessa in ambito UE dovrebbe essere parificata alle tempistiche sulle cessioni intracomunitarie di beni, ossia dovrebbe essere redatta entro il 15 del mese successivo all’esecuzione della prestazione;
  • se accettato il precedente punto, anche la regolamentazione spontanea delle operazione UE per le quali non si è ricevuta fattura andrebbero prorogate dal secondo mese al quindici del terzo mese dall’esecuzione;
  • va necessariamente dato nuovo slancio all’introduzione della fattura elettronica, al fine di rendere più semplice e meno costoso il processo di emissione, trasmissione e ricezione della stessa tra le aziende, specialmente tra le Piccole Medie Imprese.
Sembra dunque che, a tre mesi dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni, il governo stia rispettando le tempistiche e soprattutto stia facendo molto affinchè il decreto possa essere conforme alle esigenze degli operatori economici.