Esonero contributivo per i lavoratori stagionali: quando è possibile?

Esonero dei versamenti contributivi per le assunzioni fatte nei settori turismo, commercio e spettacolo.

Redazione MondoPMI
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Il DL Sostegni bis ha introdotto un esonero contributivo per le assunzioni fatte fino al 31 dicembre 2021.

 

Banca Ifis

 

Per quali settori è valido l’esonero contributivo per gli stagionali?

L’esonero dal pagamento dei contributi dovuti per l’assunzione dei lavoratori stagionali era già stato previsto lo scorso anno dal DL agosto. Il DL Sostegni bis, all’articolo 43, ha ripreso la norma ideata dal precedente governo e l’ha adattata all’attuale contesto.

Il DL Sostegni bis prevede la decontribuzione totale per le assunzioni di lavoratori stagionali nelle imprese attive nei settori termale e turistico. La norma si applica anche alle imprese del settore del commercio, a quello culturale e dello spettacolo.

Possono ottenere l’esonero contributivo i datori di lavoro privati e alcune categorie di enti, mentre le amministrazioni pubbliche sono escluse dall’ambito di applicazione della norma. L’esonero può essere fruito entro il limite del doppio delle ore di integrazione salariale richieste per il primo trimestre 2021.

L’esonero riguarda i contributi previdenziali, mentre rimangono a carico del datore di lavoro i contributi INAIL. Secondo le previsioni, la misura dovrebbe favorire l’assunzione di oltre 200.000 lavoratori, con contratto a tempo determinato.

Mentre il DL agosto aveva previsto una decontribuzione della durata di 3 mesi, il DL Sostegni bis permette di usufruire della decontribuzione totale per le assunzioni di lavoratori stagionali avvenute tra il 25 maggio e il 31 dicembre 2021.

Come fare richiesta per ottenere l’esonero contributivo per i lavoratori stagionali

I datori di lavoro privati possono fare richiesta per ottenere l’esonero contributivo direttamente dal portale INPS, alla sezione Portale delle agevolazioni.

Per poter ottenere l’esonero è necessario che il datore di lavoro abbia un DURC regolare, che non abbia licenziato altri lavoratori con le stesse mansioni nei sei mesi precedenti alla data di presentazione della domanda e che si impegni a non ricorrere a licenziamenti per crisi o per riorganizzazione delle attività per tutto il 2021.

Nel caso in cui il datore di lavoro infrangesse il divieto di licenziamento, la misura di esonero contributivo verrebbe revocata integralmente. Inoltre, il datore di lavoro non potrebbe fare successivamente domanda per l’integrazione salariale.

La misura è cumulabile con altri esoneri e con le norme che prevedono la riduzione delle aliquote dei finanziamenti.