Esonero dei contributi per le partite IVA: come funziona

Confermato l’anno bianco fiscale per le partite IVA, con un esonero contributivo fino a 3.000 euro.

Redazione MondoPMI
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Il Decreto Sostegni ha confermato l’anno bianco fiscale per le partite IVA.

 

Banca Ifis

 

Come funziona l’esonero contributivo da 3.000 euro per le partite IVA

La Legge di Bilancio 2021 aveva già previsto un fondo di 1 miliardo di euro per finanziare l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per il 2021 delle partite IVA che avevano subito un importante calo di fatturato per effetto della crisi economica e sanitaria in corso. Il Decreto Sostegni approvato dal governo Draghi non solo ha confermato la misura, ma ha stanziato nuove risorse destinate al fondo a copertura dell’intervento.

Il totale delle risorse stanziate a copertura dell’esonero contributo parziale deciso a favore delle partite IVA è salito così a 2,5 miliardi di euro. Potranno beneficiarne per un massimo di 3.000 euro pro capite i titolari di partiva IVA che risultino iscritti alle casse professionali o alla Gestione Separata INPS.

Si stima che la misura interesserà tra le 500.000 e le 800.000 partite IVA che potranno evitare in parte il versamento dei contributi INPS. Rimane invece l’obbligo di versare i contributi INAIL.

Chi può richiedere l’esonero

Sono quattro i requisiti richiesti per poter beneficiare dell’esonero contributivo previsto per le partite IVA:

  • essere iscritti a una cassa professionale o alla Gestione Separata INPS;
  • avere una partita IVA già attiva nel 2019;
  • aver avuto un fatturato per il 2019 fino a 50.000 euro;
  • aver subito una perdita di fatturato nel 2020 di almeno il 33%.

I professionisti e gli autonomi che rispettano tutti questi requisiti potranno richiedere l’esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali per il 2021. Le modalità operative e i tempi per la richiesta sono ancora incerti, dal momento che saranno definiti in un decreto attuativo a cui sta lavorando il Ministero del Lavoro.

Intanto è atteso anche il pronunciamento della Commissione Europea che dovrà dare l’autorizzazione definitiva alla misura. L’esonero contributivo, così come la decontribuzione prevista per le imprese che assumono delle donne, è infatti considerato un aiuto di Stato e deve essere espressamente autorizzato dall’istituzione europea.