Identità unica digitale per i servizi della PA: cosa cambia

Dal 1 marzo tutti i servizi della PA sono accessibili tramite SPID, CIE o CNS.

Redazione MondoPMI
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Dal 1 marzo basta un’unica identità digitale per accedere a tutti i siti della PA.

 

SPID, CIE e CNS per l’accesso ai servizi della PA

L’inizio del mese di marzo segna una tappa importante per il processo di innovazione e di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Con l’entrata in vigore delle norme contenute nel Decreto Semplificazioni, cambiano le modalità di accesso ai siti della PA. Dal 1 marzo per poter accedere alla propria area riservata e poter accedere ai servizi pubblici online è necessario autenticarsi tramite SPID, CNS o CIE.

Lo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, è una combinazione di username e password associata univocamente a un individuo. Per richiedere lo SPID è necessario rivolgersi a uno dei nove gestori autorizzati al rilascio. Al momento della richiesta delle credenziali per l’identità digitale è necessario presentare un documento di identità, il codice fiscale e un indirizzo email.

In alternativa, si può accedere ai portali della PA anche usando la Carta di Identità Elettronica (CIE). Si può richiedere la carta al proprio Comune di residenza, al costo di 16,79 euro, oltre agli eventuali diritti di segreteria.

La Carta Nazionale dei Servizi (CNS) è il terzo sistema che si può usare per accedere ai siti della PA. Può trattarsi di una smart card, di una chiavetta USB o di una tessera dotata di microchip che va collegata al computer per permettere il riconoscimento dell’utente e l’accesso al portale.

L’adozione di questo nuovo sistema di autenticazione dei cittadini permette di semplificare la gestione dei rapporti tra utenti e PA. Basterà infatti un’unica identità digitale per avere accesso a tutti i servizi degli enti pubblici, nazionali e locali.

 

Quali sono le novità per cittadini, imprese e professionisti

Per i cittadini la novità è subito operativa. Chi deve registrarsi a uno dei siti della PA potrà farlo accedendo tramite SPID, CNS oppure tramite CIE. Chi invece è in possesso di credenziali richieste in precedenza potrà continuare a usarle, ma solo al massimo fino al 30 settembre.

Il Decreto Semplificazioni (L. 76/2020) ha previsto infatti la graduale dismissione delle vecchie credenziali generate dai singoli enti e l’armonizzazione delle credenziali d’accesso ai servizi pubblici.

Il cambiamento al momento non tocca le imprese e i professionisti. Queste categorie potranno continuare a usare le credenziali in loro possesso. La data entro la quale il passaggio all’identità digitale unica sarà esteso anche a imprese e professionisti sarà decisa in un decreto attuativo apposito.