Indici ISA 2021: quali sono le novità per l’anno d’imposta 2020

Tutte le novità sugli indici ISA 2021, tra aggiornamenti di indicatori e categorie escluse dall’invio.

Redazione MondoPMI
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Indici ISA

Aggiornati 87 indici ISA e introdotte tre nuove cause di esclusione: ecco tutto ciò che devi sapere.

 

Aggiornamento degli indici ISA 2021

Con un decreto del MEF del 2 febbraio sono stati aggiornati i nuovi indici ISA da utilizzare per l’anno d’imposta 2020. La compilazione degli indici, come al solito, è dovuta da parte delle imprese che operano nei settori dei servizi, dell’agricoltura, della manifattura e del commercio e da parte di chi svolge attività professionali.

Il decreto è intervenuto su due punti: oltre ad aver aggiornato 87 dei 175 indici ISA attivi, ha definito i criteri in base ai quali identificare le categorie che non dovranno inviare gli indici di affidabilità.

 

Banca Ifis

 

Le cause di esclusione dall’invio degli ISA 2021

Lo stesso Decreto Ministeriale del 2 febbraio 2021 ha introdotto tre cause di esclusione della compilazione e dalla trasmissione degli indici ISA 2021.

In base a quanto stabilito dal decreto non dovranno presentare gli indici ISA 2021:

  • le imprese che nel corso dell’anno d’imposta 2020 hanno avuto un calo dei ricavi o dei compensi superiore al 33% rispetto ai ricavi e ai compensi registrati nell’anno d’imposta 2019;
  • le imprese che operano nei settori maggiormente colpiti dalle misure restrittive;
  • chi ha aperto la partita IVA dopo il 1° gennaio 2019 e opera in uno dei settori più colpiti dalla crisi.

In un apposito allegato al decreto è stato presentato l’elenco dei codici ATECO che rientrano nella seconda e nella terza categoria. Si tratta in particolare di imprese attive nei settori della ristorazione, in quello dei servizi alla persona e in quello sportivo. I codici ATECO esonerati dall’invio degli indici ISA 2021 sono stati individuati tra coloro a cui nei mesi scorsi sono stati concessi ristori o verso i quali sono stati riconosciuti contributi a fondo perduto.

Chi rientra in una di queste tre categorie non deve compilare e inviare gli indici sintetici di affidabilità ma deve comunque trasmettere i dati economici, contabili e strutturali richiesti dall’Agenzia delle Entrate. È importante sottolineare che, dal momento che le imprese non trasmetteranno gli ISA, chi è interessato dalle cause di esclusione introdotte dal DM del 2 febbraio non ha diritto ad ottenere il trattamento di vantaggio riconosciuto a favore di chi ha ottenuto un punteggio superiore a 8 nel calcolo dell’indicatore sintetico di affidabilità.