Investimenti agevolati nelle PMI al varo del governo

In Finanza per la crescita 2.0 le ultime decisioni dell'esecutivo.

Redazione MondoPMI
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Far ripartire l’economia reale coinvolgendo il privato e incentivando gli investimenti agevolati nelle PMI e nelle startup, questo l’obiettivo di Finanza per la crescita 2.0.

Il decreto legge, in questi giorni sul tavolo dell’esecutivo, punta a spingere la crescita delle imprese italiane, soprattutto le più piccole, che sono ancora oggi il vero motore dell’economia italiana e l’anello più indebolito dagli effetti delle recessione economica.

Le misure sono state già anticipate qualche giorno fa da parte del vice-ministro dell’Economia Morando ma adesso il quadro sembra più chiaro. Anche se ancora alcuni dettagli devono ancora essere definiti tra i tecnici del Tesoro e Palazzo Chigi, sembra essere chiaro che le famiglie verranno chiamate a contribuire alla crescita del Paese. Questa volta non attraverso imposizioni fiscali ma con agevolazioni agli investimenti nelle PMI; il governo infatti sta cercando di svincolare gli istituti bancari dal compito di finanziare le aziende cercando il coinvolgimenti dei privati.

Il governo con il decreto Finanza per la Crescita 2.0 mira a garantire un’aliquota pari a zero sulla tassazione dei rendimenti sugli investimenti. Si tratta di un impegno che le famiglie “pazienti” potranno assumere in un lasso di tempo medio-lungo: ci vorranno infatti almeno tre anni perché l’investimento in azienda cominci a rendere.

“Dobbiamo riuscire a spostare una parte crescente del risparmio delle famiglie verso il finanziamento diretto alle imprese” ha dichiarato Morando ” abbiamo bisogno di favorire anche fiscalmente gli investimenti delle famiglie direttamente sul capitale di rischio delle imprese, in particolare artigiane e PMI”.

L’obiettivo appare tutt’altro che semplice: i risparmiatori negli ultimi anni hanno subito molte scottature soprattutto da parte degli istituti bancari. Per superare le diffidenze e invogliare a sottoscrivere le emissioni delle PMI con fatturato massimo di 300 milioni di Euro, è stata scelta dal Governo la leva fiscale, cosa che ai risparmiatori non dispiacerà affatto.
Image Credit: shutterstock