IRAP: le difficoltà del rimborso sul costo del lavoro

Studio Baldassi
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Le richieste di rimborso dell’IRAP per il costo del lavoro dal 2007 al 2011 si preannunciano molto più difficili del previsto. Imprenditori e professionisti della Piccola Media Impresa si troveranno infatti, a partire da domani, davanti a tre dubbi nella valutazione del ricorso:

  • complessità della procedura -la maggiore difficoltà riscontrabile è il beneficio ottenibile rispetto ai costi da sostenere per la compilazione del ricorso. I conteggi infatti sono da considerasi altamente burocratici, in quanto, partendo dai costi del personale sostenuto in ogni anno, va sottratta la somma già detratta nelle dichiarazioni fiscali passate. Situazione più complicata per le imprese in perdita e soprattutto per quelle familiari, dove è necessario  valutare la situazione economica familiare di ogni socio aziendale all’anno di richiesta di rimborso.
  • Recupero ridotto – il beneficio ottenibile dal ricorso sembra essere esiguo rispetto a quanto pagato. Il Sole24Ore stima che, per una Srl con 25 dipendenti e costo del lavoro pari ad un milione di euro annui, il recupero per periodo d’imposta sarà inferiore a 7 mila euro. Va peggio per le PMI che, sempre secondo l’analisi del quotidiano, potranno vedersi rimborsate meno di 500 euro nel caso di unico dipendente ed un costo del lavoro pari a 45.000 euro (lordo tra retribuzioni e contributi).
  • Tempi di rimborso – come immaginabile non vi è un orizzonte temporale massimo nel quale sarà garantito il ritorno della cifra. Basandoci sulle scorse campagne di rimborso statale, si può ipotizzare un tempo medio che talvolta ha raggiunto i 5 anni. Nulla di verificato ovviamente, ma anche il fattore tempo va tenuto in considerazione.

Per concludere invitiamo  gli imprenditori a valutare con attenzione la possibilità del ricorso. In termini economici, rivolgersi ad un consulente esterno per la preparazione della pratica potrebbe essere addirittura più costoso del beneficio ottenibile.