IVA per cassa: entrata in vigore e ultime novità legislative

Studio Baldassi
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Come già anticipato nei precedenti articoli relativi all’IVA per cassa, a giorni prenderà avvio l’applicazione del nuovo regime fiscale. Dal 2 dicembre infatti, l’IVA diventa esigibile non più al momento dell’effettuazione della prestazione, ma all’incasso dei corrispettivi entro un anno dalla transazione. per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da contribuenti con un volume d’affari inferiore a 2 milioni di euro verso cessionari o committenti che agiscono come soggetti passivi.

Una delle principali novità, a pochi giorni dall’entrata in vigore del nuovo regime, riguarda la formalizzazione dell’opzione. Viene applicato il “comportamento concludente”: per attuare tale regime, basta che esso sia specificato nelle fatture emesse (dandone successivamente comunicazione nella dichiarazione annuale IVA) senza necessariamente dover procedere alla segnalazione all’Agenzia delle Entrate.

Vanno ricordati alcuni principi guida introdotti a livello legislativo:

  • il diritto alla detrazione per i contribuenti sorge al momento del pagamento dei corrispettivi, entro un anno dall’effettuazione dell’operazione. Ciò significa che la liquidazione dell’IVA per cassa impone che nella liquidazione periodica, l’imposta debba essere considerata a debito fino a quando viene incassato il corrispettivo o viene meno il termine temporale;
  • in caso di pagamenti parziali (ad esempio rateali), l’imposta dovuta è da considerarsi proporzionale al rapporto tra  quanto incassato ed valore complessivo;
  • sono escluse dal regime per cassa le operazioni compiute da coloro che: godono di regimi speciali di determinazione dell’imposta, non agiscono in veste di soggetti passivi IVA,  attuano il meccanismo dell’inversione contabile e quello dell’esigibilità differita conseguente a disposizioni del dpr 633/92.