La riforma del lavoro rilancia la partecipazione dei dipendenti agli utili d’impresa

Studio Baldassi
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Importanti novità in arrivo sul fronte occupazione: mentre il governo finanzia una detassazione del 50% del costo del lavoro per incentivare le nuove assunzioni al Sud (Abruzzo, Molise, Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna le regioni interessate), la riforma del lavoro prende corpo e potrebbe essere votata in Aula entro due settimane.

Partita IVA, collaborazioni a progetto (Co. Co. Pro.), tempo determinato e lavoro a chiamata sono i principali temi toccati dagli emendamenti bipartisan depositati ieri al Senato: 27 del governo e 16 dei due relatori Maurizio Castro (Pdl) e Tiziano Treu (Pd).

Di seguito, in breve, le modifiche proposte al Ddl lavoro:

  • Partite IVA: nuovi criteri per combattere le frodi. In particolare: saranno considerate “vere” solo le partite IVA a cui corrisponde un reddito annuo lordo non inferiore a 18.000 euro; la collaborazione non deve durare più di 8 mesi (6 nel Ddl); il corrispettivo pagato può arrivare, al massimo, all’80% di quello di dipendenti e Co. Co. Pro. (75% nel Ddl); il lavoratore non deve avere una postazione fissa in azienda. In caso contrario sarà possibile chiedere il passaggio da partita IVA a Co. Co. Pro. Fanno eccezione quelle relative a prestazioni lavorative “svolte nell’esercizio di attività professionali per le quali l’ordinamento richiede l’iscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri, albi, ruoli o elenchi”.
  • Co. Co. Pro.: salario base, individuato sui minimi tariffari dei lavoratori autonomi e sulla media delle retribuzioni stabilite dai contratti collettivi, e rafforzamento del contributo di disoccupazione una tantum, in via sperimentale per 3 anni.
  • Tempo determinato: aumento ad un anno (6 mesi nel Ddl) della durata del primo contratto che è possibile stipulare senza che siano specificati i requisiti per i quali viene richiesto (il cosiddetto causalone) e, in caso di start up, lancio di nuovi prodotti o servizi innovativi,  pause obbligatorie di durata inferiore (fino a 20 e 30 giorni, rispetto ai 60 e 90 previsti dal testo attuale) fra un contratto a termine e l’altro.
  • Lavoro a chiamata: attivabile con un semplice sms, via fax o tramite PEC (Posta elettronica Certificata) alla Direzione provinciale del lavoro.

I due relatori propongono anche soluzioni sul modello tedesco per quanto riguarda la partecipazione diretta dei lavoratori agli utili e al capitale delle imprese, attraverso la stipulazione di contratti collettivi aziendali e individuali che prevedano anche meccanismi di controllo sull’andamento e sulle scelte di gestione aziendale. I lavoratori potranno inoltre decidere di puntare sull’azienda per investire il loro risparmio, grazie alla possibilità di accedere in modo privilegiato all’acquisto di azioni, quote di capitale e diritti di opzione, sia direttamente che mediante la costituzione di fondazioni, enti o associazioni per l’utilizzo non speculativo delle partecipazioni.