Le scadenze fiscali prorogate dal Decreto Cura Italia

Quali variazioni hanno subito le scadenze fiscali dei mesi di marzo, aprile e maggio? Facciamo il punto.

Redazione MondoPMI
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Calano gli incassi derivati dalle imposte, ma “solo” di 2,5 miliardi, contro le previsioni che stimavano una perdita di oltre 7,8 miliardi.

SCADENZE FISCALI AL PRIMO GIUGNO

Per effetto del Decreto Cura Italia, infatti, sono stati sospesi per i contribuenti, le persone fisiche e le imprese, tutti gli adempimenti fiscali (tra cui la dichiarazione annuale Iva 2020) in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio. Il termine ultimo per il versamento delle imposte, in un’unica soluzione, slitta al 1° giugno, mentre decorre a maggio la rateizzazione del pagamento in 5 tranche.

Ultime novità: l’Agenzia delle Entrate fa chiarezza sulla proroga delle scadenze fiscali.

Banca Ifis

 

IMPRESE CON RICAVI SOTTO I 2 MILIONI

Per le imprese e i liberi professionisti con ricavi inferiori ai 2 milioni nel periodo d’imposta 2019, sono sospesi i versamenti per le ritenute dei dipendenti, il pagamento dei contributi previdenziali e il versamento dell’Iva, che scadono tra l’8 e il 31 marzo. I versamenti slittano al 1° giugno, mentre decorre a maggio la rateizzazione del pagamento in 5 tranche.

IMPRESE APPARTENENTI AL SETTORE DEL “TEMPO LIBERO”

Fanno eccezione le aziende che rientrano nel settore “tempo libero” come ristoranti, bar, palestre, agenzie di viaggio, società sportive, gelaterie, pasticcerie e strutture turistico-ricettive: per queste categorie, i versamenti fiscali e previdenziali sono sospesi fino al 30 aprile, senza limiti di fatturato.

Il Decreto Cura Italia prevede un credito d’imposta del 60% sull’ammontare del canone di affitto di negozi e botteghe.

PAGAMENTO DELLE CARTELLE ESATTORIALI

Sono rinviati al 30 giugno anche i termini dei versamenti relativi alle cartelle emesse e ai pagamenti dovuti in seguito ad accertamenti dell’Agenzia delle Entrate, di avvisi di addebito Inps e di accertamenti delle Dogane.

RITENUTE D’ACCONTO DEL MESE DI MARZO

Stop al versamento delle ritenute d’acconto sui ricavi percepiti tra il 16 e il 31 marzo, per tutti i contribuenti con ricavi inferiori ai 400 mila euro nel periodo d’imposta 2019 (purché nel mese di febbraio non siano state sostenute spese per lavoro dipendente o assimilato).

Per poter usufruire dell’agevolazione fiscale, è necessario presentare una dichiarazione in cui risulta che i ricavi non sono soggetti a ritenuta. L’ammontare dovrà poi essere versato entro il 31 maggio, in un’unica soluzione o in 5 rate.

NUOVO CALENDARIO FISCALE

L’invio telematico della Certificazione Unica 2020 è stata spostato al 31 marzo. Anche l’invio della dichiarazione dei redditi slitta, al 30 settembre. Nessun ritardo, invece, per i rimborsi Irpef in busta paga, che verranno liquidati il mese successivo rispetto a quello di presentazione del 730.

“Per il prossimo mese vogliamo avvicinarci di più alla situazione concreta di tutte le imprese e le persone e fare sì che chi non può pagare effettivamente non paghi, e poi cominciare a definire forse di rimborso commisurate alla perdita di fatturato” – sono gli obiettivi fissati dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri per il Decreto di aprile.