L’evasione fiscale vale 110 miliardi di euro all’anno

Sono prioritarie la riduzione della pressione fiscale e il rafforzamento delle strategie di lotta all’evasione.

Redazione MondoPMI
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Secondo il Centro Studi della CGIA di Mestre il gettito sommerso vale oltre 6 punti di PIL.

Banca Ifis

Tra imposte, tasse e contributi, ogni anno vengono sottratti al Fisco 110 miliardi di euro

Il Centro Studi della CGIA di Mestre ha stimato che nel 2018 l’evasione fiscale ha sfiorato i 110 miliardi di euro. Questa cifra corrisponde a circa il 6% del PIL ed equivale al 15% del gettito versato dai contribuenti.

Il dato sull’evasione fiscale si è mantenuto piuttosto costante negli ultimi anni e tocca tutti gli ambiti della società. Dalle imposte dirette a quelle indirette, passando per le tasse e i contributi previdenziali, l’economia sommersa è una realtà diffusa e uno dei problemi più seri che affliggono l’economia italiana.

L’analisi della CGIA di Mestre ha indagato anche la distribuzione geografica dell’evasione. È emerso che circa il 45% del sommerso si concentra nelle regioni del nord Italia, circa il 23% al centro e il 32% nelle regioni del sud. Considerando però il gettito regionale, è nelle regioni del sud che si concentra il maggior livello di evasione: la Calabria, la Campania e la Sicilia sono le regioni in cui si evade di più.

È l’evasione delle tasse a sottrarre la maggior parte di risorse alla collettività. Secondo il Centro Studi Unimpresa, seguono in un’ipotetica classifica di tasse e imposte più evase l’IRPEF, l’IVA e i contributi previdenziali. È consistente poi anche l’evasione delle imposte sui redditi delle società e dell’IRAP.

 

Come intervenire per contrastare l’evasione fiscale

Il Centro Studi della CGIA di Mestre sottolinea come sia urgente adottare una riforma fiscale capace di ridurre la pressione fiscale su imprese e contribuenti privati. Nel documento elaborato dal Centro Studi si fa notare come in diversi casi si possa parlare di evasione di sopravvivenza. Per le imprese e i professionisti evadere diventa una necessità per poter mantenere in vita l’attività economica e per poter salvaguardare dei posti di lavoro.

Anche il Centro Studi Unimpresa auspica una profonda riforma fiscale, improntata sui principi di equità e trasparenza.

Mentre il governo sta lavorando per definire i criteri e gli interventi per riformare il Fisco, è previsto il recupero di 12 miliardi di euro di mancati introiti entro la fine del 2024. Stando alle dichiarazioni del governo, si riusciranno a recuperare queste risorse agendo in due direzioni: da un lato, rafforzando i meccanismi di compliance e quindi favorendo l’adempimento e la regolarizzazione spontanei da parte dei contribuenti e, dall’altro lato, perfezionando i sistemi di controllo e di analisi dei rischi, in modo da poter intercettare con maggior precisione le situazioni di potenziale evasione ed effettuare controlli mirati.