Novità sul ravvedimento operoso: ecco regole e tempi

Redazione MondoPMI
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Il 9 Giugno l’Agenzia delle Entrate ha presentato la nuova circolare n.23 che amplia la normativa riguardo il ravvedimento operoso, con lo scopo di venire incontro a chi si accorge e denuncia errori. Il ravvedimento operoso è quella norma che consente di sanare mancati pagamenti di tributi o errori nelle dichiarazioni, pagando sanzioni minime, ma soltanto se la segnalazione da parte dell’interesato arriva prima dell’accertamento fiscale. Tale opportunità riguarda il pagamento di Irpef, Imu, Tasi, bollo auto, tributi regionali e altri tributi locali.

La possibilità di auto denunciare mancati pagamenti o errori nelle dichiarazioni, che comportano un errato conteggio delle imposte dovute, consente di sanare la propria posizione entro 30 giorni pagando soltanto il 10% della sanzione. Per un errore nella dichiarazione dei redditi che abbia portato ad un importo Irpef più basso del dovuto esiste la possibilità di ridurre a un nono la sanzione da pagare se il ravvedimento arriva entro i 90 giorni dal termine ultimo per la presentazione della dichiarazione.

Un’altra novità che è stata introdotta in tema di ravvedimento operoso attraverso la circolare n.23 consiste nella possibilità di sistemare la propria posizione anche in tempi successivi fino al termine ultimo previsto per gli accertamenti fiscali, cioè il quarto anno successivo a quello di invio della dichiarazione. In questo caso, gli sconti previsti cambiano in base alla velocità con cui ci si regolarizza: un settimo della sanzione entro l’anno, un sesto per tempi successivi.

Un’ultima puntualizzazione riguarda i tributi amministrativi dell’Agenzia delle Entrate, ora è possibile utilizzare tale provvedimento anche in caso di violazione constatata, senza però che sia già attivo un accertamento, che siano arrivati atti di liquidazione o comunicazioni di irregolarità successive a controlli formali.