Nuova riforma fiscale: è previsto un taglio alle detrazioni?

La nuova riforma del fisco sarà autofinanziata e non intaccherà le risorse stanziate dal Recovery Plan. Si parla, però, di tagli alle detrazioni fiscali.

Redazione MondoPMI
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Riforma fiscale

La crisi legata all’emergenza Coronavirus ha avuto un impatto importante sulla crescita e lo sviluppo dell’economia del Paese, ma nel terzo trimestre del 2020 si sono iniziati ad intravvedere i primi segnali di ripresa, anche grazie alle politiche di rilancio messe in piedi a partire da marzo. Tra le misure di rilancio, oltre a quelle previste nell’’ambito del Recovery Plan europeo, vi è anche una riforma fiscale. Vediamo di che si tratta.

Banca Ifis

 

La riforma fiscale sarà finanziata con la tax expediture

Secondo quanto affermato dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, la nuova riforma del fisco sarà autofinanziata e non intaccherà le risorse stanziate dal Recovery Plan, in quanto ha un costo strutturale a regime e non può essere alimentata con strumenti congiunturali, come il Recovery Fund.

Le risorse per la prossima manovra fiscale deriveranno quindi dai provvedimenti di contrasto all’evasione fiscale e dalla cosiddetta “tax expediture”, ossia dal riordino delle detrazioni fiscali (misura che potrebbe scontentare molti visto che la tax expediture andrebbe a toccare più di 500 sconti fiscali cui ogni anno beneficiano famiglie ed imprese).

 

Le misure chiave della nuova riforma fiscale

Ma in cosa consisterà la nuova riforma? Di sicuro, un ulteriore taglio al cuneo fiscale sulla scia della Legge di Bilancio 2020, ma anche nella creazione di un assegno unico per le famiglie (che andrà a sostituire le attuali agevolazione come il bonus nido e il bonus babysitter) e in una strategia di tassazione ambientale che renderà il sistema fiscale in linea con la politica green.

La ripresa della produzione industriale in maggio e giugno e la risalita dell’occupazione in luglio (+0,4%) lasciano ben sperare, anche se il calo dell’8% del PIL stimato dal DEF di aprile è destinato ad abbassarsi ulteriormente. Gualtieri sottolinea anche il dato sulla disoccupazione, che rimane alta (9,7%). Tra le misure adottate per contenere gli effetti della crisi da Covid-19, la cassa integrazione è quella che ha generato più soddisfazione, grazie alle procedure di domanda più efficienti e veloci che hanno permesso di coprire l’impatto di una crisi senza precedenti.