Nuova tassa sulla plastica: cosa cambia?

La tassa corrisponderà ad un’aliquota aggiuntiva del 20% sul costo della produzione degli imballaggi in plastica.

Redazione MondoPMI
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Tassa sulla plastica

Confindustria si dice contraria all’introduzione della tassa sugli imballaggi industriali di plastica, prevista dalla Legge di Bilancio 2020. La misura sembrerebbe penalizzare più i prodotti che i comportamenti e andrebbe a pesare maggiormente sui consumatori che subiranno una maggiorazione sulla spesa di circa 138 euro all’anno. Senza contare che le imprese sono già tenute a pagare il contributo ambientale Conai per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica, per un totale di 450 milioni di euro all’anno: la tassa sulla plastica equivarrebbe, quindi, ad una seconda imposizione, ingiustificata sia dal punto di vista ambientale che economico e sociale.

Banca IFIS Impresa

 

LA NUOVA TASSA SULLA PLASTICA FA PARLARE DI SÉ

La Plastic Tax ha attirato la contrarietà di molti enti e associazioni, tra le quali anche Unionchimica e Unionplast. La prima mette in guardia sulla “demonizzazione” del settore della plastica e sulla conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro, che potrebbe essere tamponata con una riconversione del tessuto produttivo in ottica più sostenibile. Sembrerebbe insomma che questa misura favorisca l’abolizione degli imballaggi in plastica senza però incentivare l’adozione di soluzioni alternative ecologiche. Secondo Unionplast, invece, la nuova tassa sarebbe immotivata e attaccherebbe ingiustamente un comparto che rappresenta una delle eccellenze del Paese, e che sta già intraprendendo una transizione verso orizzonti più sostenibili.

I sindacati cercano, invece, di proteggere il futuro dei lavoratori nel settore degli imballaggi in plastica. L’aumento del costo, già elevato, della produzione potrebbe provocare la chiusura di più di 2000 imprese, e mettere a rischio il destino di 50.000 operai. Il provvedimento dovrebbe, quindi, essere rivisto non tanto per difendere gli interessi del comparto ma per evitare un disastro dal punto di vista sociale e produttivo.

GLI EFFETTI DELLA TASSA SULL’INDUSTRIA DELLE BOTTIGLIE

Ricordiamo che la tassa corrisponderà ad un’aliquota aggiuntiva del 20% sul costo della produzione degli imballaggi in plastica. A subirne le conseguenze, nel mondo dell’industria, saranno soprattutto le aziende imbottigliatrici di acqua minerale, comprese quelle che fanno già uso di Pet (una plastica a basso impatto ambientale), per la quale versano una tassa che va dai 188 ai 208 euro per tonnellata. Il risultato di questo provvedimento comporterebbe, per effetto dell’Iva e degli arrotondamenti della Grande Distribuzione, una maggiorazione del costo di ogni bottiglia di 5/7 cent al litro.