Nuovo reverse-charge in edilizia: facciamo chiarezza

In che casi si può applicare la traslazione dell'IVA?

Alberto Liviero
0
0
reverse-charge

Il reverse-charge è un meccanismo contabile ai fini IVA in cui l’obbligo dell’imposizione fiscale viene traslato dal venditore all’acquirente. Da più di un anno ha fatto il suo ingresso nel panorama legislativo Italiano il “nuovo” reverse charge creando non poche difficoltà agli addetti ai lavori, in particolare nel settore dell’edilizia. Nonostante ben due circolari emanate dall’agenzia entrate, a distanza di pochi mesi l’una dall’altra, dubbi ed incertezze restano all’ordine del giorno. Cerchiamo di fare chiarezza:

A CHI SI APPLICA: il reverse-charge opera solo nei rapporti B2B e non B2C. Quindi le prestazioni rese a soggetti privati non titolari di partita iva sono escluse dal meccanismo dell’inversione contabile e saranno quindi soggette alle regole ordinarie di imponibilità IVA.

PER QUALI PRESTAZIONI: ai sensi della nuova lettera a-ter) comma 6 dell’art. 17 dpr 633/72 il l’inversione contabile si applica alle “prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relativi ad edifici”. A pagina 12 e 13 della circolare 14/E dell’Ag. Entrate sono indicati i codici attività di riferimento nel settore dell’edilizia. Non bisogna guardare il codice attività di chi esegue l’intervento, bensì l’oggetto della prestazione rispetto alla tabella ATECO, a prescindere da chi la esegue. Vale il presupposto oggettivo e non quello soggettivo.

Banner-CIF

CESSIONE DI BENI O PRESTAZIONE DI SERVIZI: il reverse-charge si applica alle sole prestazioni di servizi e non alla cessione di beni. Quindi nel caso di una prestazione unica che comprende sia la cessione di un bene che la relativa posa in opera bisogna prima di tutto distinguere il valore della manodopera dal valore del bene. Se prevale quest’ultimo rispetto allora l’operazione si configura come una cessione di beni e, in quanto tale, soggetta ad IVA.

COLLEGAMENTO FUNZIONALE AD EDIFICI: elemento essenziale è la presenza di un collegamento funzionale tra l’impianto oggetto dell’intervento e l’edificio. Questo collegamento avviene qualora l’impianto serva al funzionamento dell’edificio autonomamente considerato a prescindere dalla sua ubicazione. Con esclusione, quindi, degli impianti funzionali allo svolgimento di un’attività industriale.

PRESTAZIONE UNICA DI APPALTO: nel settore edile è frequente la presenza di un contratto unico di appalto, comprensivo di una pluralità di prestazioni di servizi, in parte soggette al regime dell’inversione contabile e in parte soggette all’applicazione dell’IVA, in una logica di semplificazione, si devono applicare le regole ordinarie di imponibilità iva e non il meccanismo del reverse charge.

Chiaramente, queste sono delle linee guida, nel quotidiano si verificano casistiche talmente ampie e particolari che è comunque sempre consigliabile rivolgersi al proprio consulente di fiducia per una valutazione mirata e specifica.

Image Credit: shutterstock