Ocse: tassazione PMI troppo alta

Sistemi fiscali da rivedere secondo l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico

Redazione MondoPMI
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Nel volume «Taxation of SMEs in Oecd and G-20 countries» l’Ocse fa il punto della situazione sulle tassazioni che riguardano le PMI del nostro Paese e degli stati appartenenti all’organizzazione e al G20.

I dati che sono stati presentati, mostrano una situazione in cui le aziende piccole e medie sono sottoposte a regimi di tassazione alti in linea generale. Il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria parla di “un sistema fiscale che gioca un doppio ruolo: rappresenta sia un aiuto che un ostacolo per le aziende. Una situazione da migliorare visto che le PMI rappresentano circa il 95% del tessuto produttivo in quasi tutti i paesi”. L’italia, nello specifico, prevede una tassazione sul lavoro nelle PMI tra le più alte, (circa 15% superiore alla media) e solo Belgio, Ungheria e Francia prevedono imposte più aspre.

Per quel che riguarda gli utili, le cose vanno un po’ meglio, in questo caso il Fisco italiano esige il 27,5%, solo due punti percentuali sopra la media internazionale. Le aziende del nostro Paese soffrono questa situazione soprattutto perché il sistema fiscale italiano non prevede particolari regimi per le PMI, cosa che in altri paesi avviene nel caso il fatturato non superi certi limiti. Un’unica aliquota generalizzata, inoltre, crea grossi problemi alle aziende durante il loro primo anno di esercizio o con particolari problemi di accesso al credito.

Quasi tutti gli altri paesi che fanno parte dell’OCSE hanno adottato, inoltre, delle norme che favoriscano la redistribuzione degli utili; in merito a questo anche il sistema fiscale italiano ha fatto un passo in questa direzione con l’ACE (aiuto alla crescita economica) che dà la possibilità alle imprese di dedurre dal reddito netto una percentuale degli utili reinvestiti o dei nuovi capitali investiti in azienda dai soci.