Perdite sui crediti: alcuni chiarimenti

Studio Baldassi
0
0

In un precedente articolo abbiamo affrontato il tema delle perdite sui crediti, spiegando come attraverso il Decreto Sviluppo si stesse procedendo verso uno sconto sui crediti capaci di soddisfare due condizioni basilari:

  • ammontare della partita inferiore a 2.500 per le Piccole Medie Imprese e  5.000 euro per quelle più strutturate;
  • inesigibilità della somma da almeno sei mesi.

Il testo della legge ha subito ulteriori modifiche in sede di approvazione, rendendo automatiche le deduzioni, ma vi sono degli elementi di difficoltà nel interpretare le nuove disposizioni normative. Il nodo della questione sembra passare attraverso due criteri (uno temporale e l’altro oggettivo), che lasciano ancora dei dubbi di interpretazione:

  • considerati i due criteri riportati, non è necessario attuare per il creditore alcun tipo di richiamo formale, quale ad esempio una lettera di sollecito;
  • altro tema importante risulta essere quello inerente i massimali: si creano delle disparità tra coloro, che alla stessa azienda, hanno effettuato più forniture di importi inferiori al valore massimo piuttosto che per quelle che hanno corrisposto un’unica soluzione a costo più elevato. In questo caso, la deduzione sarebbe ammessa interamente, mentre nel secondo non sarebbe contemplata.
  • Stessa soluzione per i crediti provenienti dal medesimo fornitore: legittimando quelli al di sotto del limite imposto, si accetterebbe la condizione che lo sconto automatico potrebbe essere ottenuto anche da coloro che “tecnicamente” non dovrebbero rientrare. Ciò è dovuto dal fatto che il credito si riferisce ad una singola partita e non al totale delle stesse tra due soggetti economici, indipendentemente dalla somma totale per singolo debitore.
Come si può notare, le modifiche apportate segnalano delle difformità di trattamento tra debitore e creditore, ma al tempo stesso chiariscono alcune situazioni di ambiguità generate dal decreto.