PSD2 al SAS Forum Milan: la parola agli esperti del settore

L'intervista a due esperti della normativa PSD2

Redazione MondoPMI
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Da qualche mese è in vigore in Italia la PSD2, la nuova normativa europea sui servizi di pagamento che impone alle banche di semplificare la condivisione dei dati relativi alle transazioni e all’account dei clienti. In occasione di SAS Forum Milan, lo scorso 15 maggio abbiamo potuto approfondire la tematica grazie a due professionisti del settore, Sara Marcozzi, Senior Manager LoS Advisory, Operations Financial Services Banking presso PwC, e Rodolfo Cantù, Business Solutions Leader – Fraud Management presso SAS. Grazie alle loro parole abbiamo così potuto chiarire alcuni concetti fondamentali della direttiva, focalizzandoci non solo su aspetti legati alle banche e agli istituti di pagamento ma anche su quelli relativi alle imprese.

Cos’è la PSD2?

La direttiva PSD2 è la seconda direttiva sui servizi di pagamento rivolta a banche e prestatori di servizi di pagamento che mira a regolamentare tutto il mondo dei pagamenti. In particolare tale normativa è volta a disciplinare regole di trasparenza nei confronti dei clienti, tempi di esecuzione delle operazioni di pagamento e attività in carico ai soggetti coinvolti.

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Quali sono le principali novità introdotte dalla PSD2?

Con l’istituzione della PSD2 vengono così introdotte alcune novità.
In primo luogo vengono istituite due nuove figure in grado di abilitare nuovi servizi e comportare adeguamenti per le banche o per i soggetti che detengono i conti correnti e le informazioni dei clienti. Questi due soggetti sono:

  • Aggregatore di Informazioni di Pagamento (Account Information Service Provider): soggetto che ha la possibilità di aggregare informazioni relative al saldo e alle operazioni di pagamento su più conti correnti;
  • Iniziatore di Servizi di Pagamento (Payment Initiation Service Provider): soggetto che avvia operazioni di pagamento al posto dell’utente attraverso canali bancari, interponendosi tra il cliente e la banca.

La seconda novità riguarda invece l’estensione dell’applicazione della direttiva a operazioni di pagamento svolte anche al di fuori dello spazio economico europeo ed effettuate in diverse valute. Questa novità permette così di uniformare le regole tra i diversi attori in gioco, creando una sorte di regime di concorrenza equa tra tutti i soggetti che operano nel mondo dei pagamenti. Oltre a banche e istituti di pagamento, ora vi sono infatti molti nuovi player che si stanno avviando in questo mercato e che insieme danno vita ad un ecosistema molto ampio e complesso che prevede la coesistenza di attori diversi e che richiede l’uniformità delle regole nel mercato.

Quali sono le opportunità per le banche?

L’introduzione della PSD2 comporta naturalmente delle opportunità per le banche e i prestatori di servizi di pagamento: infatti, la possibilità di avere una panoramica di tutti i conti correnti dei clienti può generare un grosso valore aggiunto poiché permette di conoscere comportamenti legati principalmente alla fedeltà degli stessi nei confronti di una banca. L’opportunità sta nella capacità di quest’ultima di sfruttare le informazioni acquisite per generare e proporre ai clienti servizi aggiuntivi a seconda delle esigenze rilevate.

Quali sono le opportunità per le imprese?

Le opportunità per le imprese derivano direttamente dalla capacità delle banche e dei prestatori di servizi di pagamento di interpretare il comportamento dei clienti e sfruttare le informazioni acquisite per generare servizi personalizzati. Grazie infatti alla volontà di fidelizzare clienti che detengono conti correnti anche presso altre sedi, le banche tendono ad offrire nuovi e migliori servizi che le imprese possono fruire ottenendo maggiori benefici.
Inoltre, la possibilità di aggregare le informazioni di più conti correnti è un servizio a valore aggiunto per le PMI: questo infatti non solo mette a disposizione del cliente una lista aggregata con la somma dei singoli conti correnti ma può anche garantire una migliore gestione dei flussi di cassa e quindi una sorte di piccolo controllo di gestione aggregato.
Infine, la direttiva PSD2 mette a disposizione un nuovo strumento di pagamento da utilizzare per il momento prevalentemente su canali e-commerce. Come potrebbe quindi una PMI sfruttare questo nuovo servizio di pagamento per vendere i propri prodotti ai clienti? In poche parole, la banca o il prestatore di servizi di pagamento andrebbe a stipulare un accordo con la PMI proponendo una modalità alternativa di vendita attraverso questo nuovo servizio di pagamento. La procedura si rivelerebbe sicuramente più economica poiché eviterebbe il pagamento di commissioni minori derivanti dalle attività di tutti i soggetti coinvolti in un pagamento effettuato ad esempio con carta di credito: il rapporto sarebbe così diretto tra azienda e prestatore di servizi di pagamento, senza coinvolgere altri attori intermediari.
Ciò comporterebbe inoltre un vantaggio in termini di customer experience, specialmente per i nativi digitali che prediligono l’immediatezza della transazione.

Quali potrebbero essere gli svantaggi o i rischi per un’impresa?

L’introduzione della direttiva PSD2 non comporta sostanzialmente alcun rischio per le PMI: l’unico svantaggio, o meglio mancato beneficio, per un’impresa potrebbe essere quello di non scegliere un partner bancario in grado di sfruttare le opportunità per la creazione di nuovi servizi da offrire.
È inoltre importante scegliere un partner affidabile poiché a seguito della fruizione di un servizio di aggregazione da parte del cliente, il prestatore di servizi di pagamento può avere accesso a molte informazioni e dati relativi ai diversi conti correnti.

Quali sono le soluzioni offerte da SAS e PwC?

In relazione alla tematica PSD2, SAS (provider di soluzioni software per il supporto decisionale) e PwC (società di consulenza legale e fiscale per le imprese) hanno sfruttato la loro collaborazione professionale per individuare dei triggers normativi per le banche nei quali poter intervenire offrendo soluzioni tecnologiche. I triggers identificati fanno riferimento a:

  • gestione dei reclami nei giusti modi e tempi;
  • reporting istituzionalizzato previsto in determinati periodi;
  • gestione dei malfunzionamenti sui sistemi di pagamento;
  • questione dell’antifrode per rendere l’utente finale sicuro che la sua transazione andrà a buon fine.

Sulla base di questi elementi sono state così sviluppate soluzioni tecnologiche da offrire alle banche e ai prestatori di servizi di pagamento per facilitare l’adattamento alla normativa e risolvere le problematiche che più frequentemente generano rallentamenti dei sistemi.

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Image credit: shutterstock