Quando il welfare aziendale è esentasse?

Rientrano nella categoria dei beni e dei servizi esentasse le cessioni fatte dall’azienda a favore della generalità dei dipendenti o a favore di una o più categorie di dipendenti.

Redazione MondoPMI
0
0

Quali sono ed entro quali limiti i benefici riconosciuti dall’azienda ai dipendenti sono esenti da tassazione?

 

Quando i benefit aziendali sono esenti 

I piani di welfare aziendale possono prevede diversi interventi a vantaggio dei lavoratori dipendenti. Convenzioni con altre aziende che permettono di ottenere beni e servizi a condizioni agevolate e bonus e premi riconosciuti direttamente dall’azienda alla forza lavoro sono gli interventi più frequenti.

Per i cosiddetti fringe benefit, benefici che sono riconosciuti dal datore di lavoro ai dipendenti e che aumentano il valore della retribuzione, il legislatore ha previsto un trattamento fiscale speciale. Entro certi limiti, le aziende possono infatti cedere beni e servizi esentasse ai dipendenti.

Rientrano nella categoria dei beni e dei servizi esentasse le cessioni fatte dall’azienda a favore della generalità dei dipendenti o a favore di una o più categorie di dipendenti. Una categoria può essere identificata in base al ruolo o in base ad altri parametri oggettivi, come il livello di anzianità o il settore dell’azienda nel quale sono impiegati.

Affinché rientrino nell’ambito dei benefit esenti da tassazione, è inoltre necessario che i benefit siano concessioni in natura e perseguano una specifica finalità. Questi benefit possono essere indicati inizialmente nel contratto di lavoro oppure possono essere riconosciuti e assegnati in un momento successivo in base a un accordo siglato tra datore di lavoro e dipendenti.

Rientrano in questa categoria, ad esempio, i buoni benzina, le polizze assicurative, il servizio mensa, i prestiti personali, così come le auto aziendali a uso promiscuo o i telefoni aziendali.

 

Banca Ifis

 

I limiti oltre i quali scatta la tassazione

Ai sensi del terzo comma dell’articolo 51 del TUIR, i beni e i servizi ceduti dall’azienda ai dipendenti sono esentasse se, nell’arco del periodo d’imposta, il loro valore non supera la soglia di 258,23 euro.

Solo per l’anno d’imposta 2020, il Decreto Agosto ha modificato questo limite raddoppiandolo. Le imprese hanno potuto riconoscere ai propri dipendenti benefit per un valore fino a 516,46 euro senza che questi benefit concorressero alla formazione della base imponibile IRPEF o che fossero soggetti al versamento di contributi.

Se il valore del benefit supera le soglie stabilite dalla legge, concorrerà per intero alla formazione del reddito imponibile IRPEF del dipendente. Per alcune categorie di benefit, come i prestiti personali, le auto e i motocicli concessi al dipendente o i fabbricati che l’azienda concede in locazione, in uso o in comodato il legislatore ha previsto delle norme specifiche per determinare il valore del benefit e l’importo da assoggettare a tassazione.