Ravvedimento operoso: cos’è, come funziona e le diverse tipologie

Il versamento dell’imposta dovuta, maggiorata degli interessi e della sanzione, va fatto tramite il modello F24, indicando il codice tributo a cui fa riferimento l’operazione.

Redazione MondoPMI
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Ravvedimento operoso

In cosa consiste il ravvedimento operoso e cosa è necessario sapere?

 

Cos’è il ravvedimento operoso e quando vi si può ricorrere

Il ravvedimento operoso è un istituto giuridico che permette al contribuente di sanare volontariamente gli errori, le omissioni o i mancati versamenti riguardanti imposte o tributi.

Chi decide di ricorrere al ravvedimento operoso deve versare:

  • l’imposta o il tributo dovuto;
  • gli interessi calcolati al tasso legale e per il periodo che intercorre tra il termine fissato per il versamento e il giorno del ravvedimento;
  • una sanzione in forma ridotta. La riduzione varia a seconda di quanto tempo è trascorso tra il momento in cui il versamento era dovuto e il momento in cui si ricorre al ravvedimento.

Il ravvedimento operoso è stato introdotto nel nostro ordinamento con il Decreto Legislativo n. 472/1997. In seguito ci sono stati altri provvedimenti che hanno modificato la disciplina. L’intervento più rilevante è stato quello contenuto nel Decreto Legislativo n. 158/2015 che ha modificato la percentuale di riduzione della sanzione ordinaria. In base a questa norma, quando il ravvedimento avviene entro 90 giorni dalla scadenza del versamento, la sanzione ordinaria viene ridotta della metà.

 

Banca Ifis

 

I tipi di ravvedimento operoso e le sanzioni previste

Per i contribuenti che ricorrono al ravvedimento operoso la sanzione viene ridotta da un minimo di 1/6 a un massimo di 1/10 della sanzione ordinaria. A seconda del termine entro cui avviene il ravvedimento, si distingue tra:

  • ravvedimento sprint, che avviene entro 15 giorni dalla scadenza. In questo caso è previsto il pagamento di una sanzione pari allo 0,1% dell’imposta dovuta per ogni giorno di ritardo;
  • ravvedimento breve, se avviene entro 30 giorni dal termine ordinario del versamento. La sanzione ridotta per questo tipo di ravvedimento è dell1,5% dell’imposta dovuta;
  • ravvedimento intermedio, se il contribuente sana la sua posizione entro 90 giorni dalla data entro cui avrebbe dovuto versare l’imposta o il tributo;
  • ravvedimento lungo, possibile entro un anno dalla scadenza del versamento;
  • ravvedimento biennale, possibile entro due anni dalla scadenza del versamento;
  • ravvedimento ultra biennale, se sono trascorsi più di due anni da quando il versamento era dovuto. Per questo tipo di ravvedimento la sanzione da versare è pari a 1/6 della sanzione ordinaria minima.

Il versamento dell’imposta dovuta, maggiorata degli interessi e della sanzione, va fatto tramite il modello F24, indicando il codice tributo a cui fa riferimento l’operazione (può trattarsi di un versamento relativo alle imposte sui redditi, all’IVA, all’IRAP o alle imposte sostitutive). Per i tributi si può usare invece il modello F23, mentre per l’imposta sostitutiva sulle locazioni o sugli affitti di beni immobili va usato il modello F24 Elide.