Regime forfettario: le regole di determinazione del reddito

Il regime agevolato per i possessori di Partita IVA

Redazione MondoPMI
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regime forfettario

Da ormai qualche anno nel panorama italiano della Partita Iva si sta diffondendo il regime forfettario. Si tratta di un particolare regime semplificato cucito su misura per le persone fisiche, liberi professionisti, imprese individuali o di ridotte dimensioni che intendono avviare una nuova attività.

A differenza degli altri regimi di determinazione del reddito (competenza e cassa), nel regime forfettario il reddito imponibile non è determinato in via analitica sottraendo dai ricavi o compensi percepiti i costi d’esercizio sostenuti; il reddito imponibile per il regime forfettario è bensì calcolato applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi un coefficiente di redditività che può variare a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata.

La vera novità di questo regime consiste proprio nel determinare le spese inerenti l’attività di impresa, arte o professione non più sulla base di quanto effettivamente sostenuto ma in via presuntiva.

Un professionista, ad esempio, che dichiara un ammontare di compensi annui pari a 25.000 euro applica un coefficiente di redditività nella misura del 78%. Il reddito professionale sarà pari a 19.500 euro. Al professionista, quindi, è riconosciuto un ammontare di costi determinati forfetariamente pari a 5.500 euro, a prescindere da quanti costi siano stati effettivamente sostenuti.

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A questo punto non resta che portare in diminuzione del reddito professionale ottenuto soltanto i contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, con esclusione quindi di ogni forma di contribuzione previdenziale effettuata in via del tutto volontaria.

Sul reddito imponibile così determinato si applica un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali regionali e comunali e dell’IRAP nella misura del 15 per cento. A determinate condizioni, l’imposta sostitutiva scende al 5% per il primo anno di attività e per i successivi quattro anni.

Dall’imposta ottenuta non è possibile portare in diminuzione tutte quelle spese ed oneri comunemente detraibili ai fini IRPEF (es. spese mediche, assicurazioni sulla vita, spese veterinarie, ecc.), in quanto chi opera nel regime forfettario non è soggetto all’IRPEF e, di conseguenza, non applica le regole ad essa previste.

È bene tener presente che per accedere al regime in esame non è sufficiente fare una semplice opzione o comunicazione all’Agenzia entrate ma è necessario verificare una serie di requisiti e limiti in capo al titolare della Partita Iva, oltre alla presenza di eventuali cause di esclusione.

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Image credit: shutterstock