Regime forfettario: quando la scelta non è conveniente?

Quali sono gli aspetti da considerare per capire se l'adozione del regime agevolato è la scelta giusta?

Alberto Liviero
0
0
regime forfettario

Per chi si affaccia al mondo del lavoro o per chi è già in attività e soddisfa determinati requisiti di accesso è possibile optare per il regime forfettario, un regime agevolato che prevede notevoli vantaggi fiscali e semplificazioni contabili ma che comporta anche la perdita di alcuni bonus ai fini IRPEF.

Quindi, prima di imboccare con decisione la strada del regime agevolato è bene fermarsi un attimo e analizzare:

  • il soddisfacimento di determinati requisiti di accesso
  • l’eventuale convenienza in termini di tassazione.

Può sembrare strano ma il regime forfettario che è stato ideato appositamente per favorire imprenditori e liberi professionisti di limitate dimensioni potrebbe non essere la scelta più conveniente. Scopriamo insieme il perché.

Riassumendo, i principali vantaggi del regime forfettario, si possono classificare in due categorie:

Adempimenti contabili e dichiarativi.
La contabilità è decisamente più snella rispetto agli altri regimi in vigore. L’unico obbligo previsto è la numerazione progressiva e la conservazione delle fatture emesse e di acquisto. Adempimenti quali spesometro, liquidazioni periodiche e studi di settore sono solo un lontano ricordo;

Fiscalità e livello di tassazione
È previsto il pagamento di un’imposta sostitutiva in luogo dell’Irpef e delle addizionali nella misura del 15% o del 5% se soddisfatti i requisiti di start-up. Inoltre è previsto l’esonero dall’IRAP, dall’IVA e, laddove prevista, dalla ritenuta d’acconto sui compensi percepiti.

Soffermarsi solo su questi due aspetti sarebbe tuttavia limitativo. L’altra faccia della medaglia del regime forfettario purtroppo cela delle insidie che, in alcuni casi, potrebbe spostare l’ago della bilancia a favore della non convenienza.

Banca IFIS Impresa

 

Poiché il reddito è calcolato forfettariamente, applicando al fatturato uno specifico coefficiente di redditività in funzione dell’attività esercitata, il regime forfettario potrebbe non essere conveniente per chi ha un ammontare di costi legati all’attività superiori all’ammontare determinato forfettariamente.

La seconda insidia riguarda l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF. Per effetto di ciò non è possibile portare in diminuzione dall’imposta ottenuta tutte quelle spese ed oneri comunemente detraibili ai fini IRPEF (ad esempio spese mediche, assicurazioni sulla vita, bonus ristrutturazioni, interessi passivi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale, detrazioni per familiari a carico, ecc…), in quanto chi opera nel regime forfettario non è soggetto all’IRPEF e, di conseguenza, non applica le regole ad essa previste.

In sintesi il contribuente con familiari a carico che congiuntamente sostiene un ammontare di costi, nell’esercizio dell’attività, superiori all’importo determinato forfettariamente e di particolari spese che garantiscono un ritorno in termini di detrazione irpef la scelta del regime forfettario potrebbe risultare non conveniente ma addirittura la più gravosa, in termini di tassazione.

La scelta dell’adozione del regime agevolato deve comunque essere fatta con numeri alla mano e con delle simulazioni numeriche al fine di verificare l’effettiva convenienza in capo al contribuente.

Ti è piaciuto questo articolo? Nella nostra newsletter trovi tutte le notizie più interessanti della settimana per il Mondo delle PMI in unico contenitore.

>> Clicca qui per iscriverti <<

Image credit: shutterstock