Riforma della legge fallimentare: ecco cosa cambia

Introdotte le novità in materia di cessioni, concordato e finanza interinale

Studio Legale Margiotta & Partners
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Il decreto legge 83/2015, recentemente convertito con la legge 192/2015, ha apportato alcune significative modifiche alla legge fallimentare.
Un primo elemento di novità riguarda la possibilità per il commissario giudiziale di esperire un procedimento competitivo che abbia lo scopo di massimizzare il ricavato delle cessioni.
Fulcro della riforma è la possibilità per i creditori che rappresentano almeno il dieci per cento dei crediti, di presentare una proposta concorrente e alternativa di concordato preventivo.

Il legislatore ha imposto, inoltre, una nuova condizione di ammissibilità della proposta concordataria. Il debitore, infatti, è obbligato a garantire nel piano concordatario il pagamento non inferiore al 20 per cento del credito chirografario. Viene meno anche il silenzio assenso: ora il concordato sarà approvato solo con la maggioranza dei voti espressi favorevoli.

La riforma della legge fallimentare, nell’ambito degli accordi di ristrutturazione del debito ha previsto l’imposizione  alle banche e agli intermediari finanziari gli accordi ottenuti con gli altri creditori. La novità prevede che l’accordo raggiunto dal debitore con il settantacinque per cento delle banche vincoli i restanti istituti che non abbiano aderito alla proposta. Il tutto a condizione che almeno il cinquanta per cento dell’indebitamento complessivo sia nei confronti delle banche o degli intermediari finanziari.

Novità anche per quanto riguarda la c.d. finanza interinale. Il debitore può chiedere nelle more della procedura al tribunale di essere autorizzato in via d’urgenza a contrarre finanziamenti, prededucibili, funzionali a urgenti necessità relative all’esercizio dell’attività aziendale. Il ricorso deve specificare la destinazione dei finanziamenti, l’impossibilità del debitore di reperirne altri e che, in assenza di tali finanziamenti, deriverebbe un pregiudizio imminente ed irreparabile all’azienda. La richiesta può altresì avere ad oggetto anche il mantenimento di linee di credito autoliquidanti in essere al momento del deposito della domanda. Tali finanziamenti, in altre parole, servono a supportare la proposta concordataria e, di converso, a favore il rimborso dei crediti concorsuali.

Photo credit: Shuttestock