Riforma Fornero: sale il costo del lavoro per le PMI

Studio Baldassi
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In questi giorni il tema della riforma del lavoro è in primo piano su tutti i giornali. Nelle scorse settimane abbiamo cercato di dare delle anticipazioni sulle novità che sarebbero state introdotte attraverso il cosiddetto Ddl Fornero, ma oggi, dopo la sua definitiva approvazione, possiamo ricapitolare schematicamente le principali novità che impattano sul costo del lavoro e incidono sulle aziende, soprattutto quelle meno strutturate come le Piccole Medie Imprese.

Ecco in sintesi le principali variazioni normative:

  • Apprendistato: tassa di licenziamento (valore compreso tra 559.50 e 1678.50 per lavoratore) per la risoluzione dei contratti di apprendistato. Esteso il contributo per il finanziamento dell’Aspi (Assicurazione Sociale Per l’Impiego) a carico dei datori di lavoro (1.31%).
  • Lavoro a progetto: aumentata di un punto percentuale all’anno la tassazione. Raggiungerà il 33.72% a nel 2018.
  • Lavoro accessorio:verrà adeguata tramite Decreto ministeriale la quota contributiva destinata alla gestione separata.
  • Contratto a termine: aumento dell’1.4%  del carico fiscale per i datori di lavoro da destinare al finanziamento dell’Aspi. Tale somma verrà restituita nella misura massima di sei mensilità, nel caso il dipendente venisse assunto con contratto a tempo indeterminato.
  • Aspi: dal prossimo primo gennaio la contribuzione per il finanziamento Aspi, estesa anche agli apprendisti, è stabilita nella misura dell’1.31%.
  • Fondo di solidarietà: obbligo di accantonamento e costituzione presso l’Inps di fondi di solidarietà bilaterali per i settori non coperti dalla disciplina salariale di “cessazione attività” o “sospensione attività”.

Come si può intuire vi sarà un aumento del costo del lavoro per gli imprenditori, legato soprattutto alla flessibilità dei contratti e al finanziamento degli ammortizzatori sociali.