Rottamazione cartelle Equitalia: istanze entro il 31 marzo

Pagamento unico o rateizzato e possibilità di uscire dalla sanatoria senza danni.

Redazione MondoPMI
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È fissata al 31 marzo 2017 la data di scadenza per presentare istanza di rottamazione delle cartelle esattoriali. È infatti possibile rottamare le vecchie cartelle di Equitalia in modo da risolvere eventuali contenziosi pendenti senza incorrere in sanzioni.

LA NORMATIVA

Con il Decreto Legge 193/2016 le società e le persone fisiche possono presentare domanda di rottamazione che permette di pagare con agevolazioni le somme iscritte a ruolo tra gennaio 2000 e dicembre 2016, evitando così sanzioni ed interessi di mora.
Devono invece essere versati:

  • capitale;
  • interessi legali;
  • costo di notifica della cartella;
  • spese per procedure cautelari ed esecutive;
  • aggio di riscossione.

Per adempiere è possibile scaricare il “Modello DA1” direttamente dal sito di Equitalia, compilarlo in ogni sua parte e consegnarlo poi manualmente presso gli sportelli di Equitalia oppure inviarlo via e-mail alla Pec disponibile sul sito www.gruppoequitalia.it. È obbligatorio specificare all’interno di tale modulo le modalità con cui si sceglie di adempiere.
È possibile pagare le sanzioni:

  • in un’unica soluzione entro luglio 2017;
  • in 5 rate suddivise nei mesi di luglio, settembre e novembre 2017 e nei mesi di aprile e settembre 2018. Questa suddivisione prevederà dunque il pagamento del 70% nel 2017 e del 30% nel 2018.

Se la rata unica o una delle 5 non viene pagata, si perde il diritto alla definizione ed Equitalia provvederà a recuperare le somme dovute.

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Il contribuente che presenta istanza per tale definizione agevolata, può uscire dalla sanatoria senza danni. Le modalità sono le seguenti:

  • revocando l’istanza entro il 31 marzo;
  • non versando la prima rata prevista per luglio 2017. In tal modo si assiste alla decadenza della rottamazione ma si può proseguire nel pagamento delle quote in caso di precedente piano di rientro;
  • se il contribuente ha già versato la prima rata della rottamazione e decade in un periodo successivo, il debito che resta non può più essere rateizzato.

Il 31 marzo 2017 è la data ultima anche per corrispondere le rate scadute a dicembre 2016 per coloro che avevano dilazioni in corso al 24 ottobre 2016. Si tratta di una condizione vincolante affinché la domanda venga accettata dall’ente di riscossione. Per le dilazioni concesse in data successiva al 24 ottobre o scadute in questa data non è previsto tale obbligo.

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Image credit: shutterstock