Smart Working: i primi risultati della nuova normativa

Lo smart working cresce del 60%, focus anche sulle PMI

Redazione MondoPMI
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Con la circolare Inail pubblicata lo scorso novembre e le ultime direttive del Ministero del Lavoro si è conclusa la normativa sul lavoro agile, conosciuto anche come smart working, in Italia.

La normativa ha riscosso da subito un grande successo. Secondo i dati condivisi durante il convegno “Smart working ed evoluzioni normative”, che si è tenuto al Senato, infatti, a pochi mesi dall’entrata in vigore della nuova normativa gli smart workers italiani sono aumentati del 60% rispetto al 2016 per un totale di 305 mila (5% dei lavoratori complessivi), di cui il 68% uomini e con una media di età attorno ai 40 anni.

La distribuzione è infine differenziata a seconda degli ambiti di lavoro dove si evidenzia un 36% nelle grandi imprese, 7% nelle Pmi e 5% nella Pubblica Amministrazione

Secondo i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, però, i lavoratori agili potrebbero potenzialmente essere 5 milioni, toccando la percentuale complessiva del 70% e con un conseguente aumento di produttività del 15% che a livello di sistema Paese si tradurrebbe in 13,7 miliardi di euro di benefici complessivi.

Chi lavora in smart working, quindi, nonostante non abbia vincoli di orario e di sede, avrà in ogni caso diritto ad avere l’assicurazione contro infortuni e malattie professionali e diritto alla disconnessione.

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I vantaggi sono già evidenti, i lavoratori agili si dicono infatti più soddisfatti del proprio lavoro che favorisce la conciliazione con i tempi della vita privata e il risparmio di tempo speso in spostamenti (si stima una media di 40 ore all’anno).

Tra i suggerimenti per il futuro c’è anche quello di organizzare il lavoro in maniera settimanale invece che giornaliera così da garantire un’ulteriore flessibilità.

Le ricadute potrebbero essere quindi interessanti anche per la società in generale che potrebbe godere in lungo periodo di una riduzione del traffico, dell’inquinamento e favorire una maggiore inclusione sociale.

Tra le aziende pioniere dello smart working rientra  Microsoft che lo ha introdotto oltre 10 anni fa; oggi a tutti i lavoratori fin dai primi giorni vengono consegnati gli strumenti per lavorare da remoto e nessuno ha l’obbligo di presenza in ufficio.

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Image credit: shutterstock