Spese di ricerca e sviluppo: ecco il credito d’imposta

Fino al 2019 benefici fiscali per le aziende che investiranno più di 30mila euro

Redazione MondoPMI
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credito d'imposta

Il nuovo credito d’imposta per ricerca e sviluppo, dopo la pubblicazione dello scorso 29 luglio in Gazzetta Ufficiale, è diventato operativo. Questo nuovo strumento a disposizione delle aziende rientra nella categoria dei benefici fiscali per le imprese. Questa forma di agevolazione, pari al 25% o 50%, verra automaticamente applicata ai progetti di ricerca e sviluppo che si terranno a partire dal 2015, fino al 31 dicembre 2019. La nuova legge prevede un credito d’imposta del 25% dell’incremento delle spese in ricerca e sviluppo rispetto alla media degli anni dal 2012 al 2014. La somma massima rimborsabile annualmente sarà pari a 5 milioni di euro per beneficiario. Tale credito d’imposta deve essere segnato nella dichiarazione dei redditi a cui si riferisce il periodo d’imposta in cui è maturato, tale valore non entrerà a far parte del reddito imponibile.

Le spese che potranno essere conteggiate sono:

  • Personale con laurea magistrale in discipline in ambito tecnico o scientifico, impiegati in attività di ricerca e sviluppo;
  • Ammortamento di beni usati in attività di ricerca e sviluppo;
  • Costi in consulenze tecniche;
  • Costi di collaborazioni con enti di ricerca.

Per beneficiare di questo strumento le imprese oltre a sostenere nel periodo 2015-2019 attività di ricerca e sviluppo in valore superiore alla media del periodo 2012-2014 dovranno investire una somma non inferiore a 30 mila euro. I soggetti che potranno beneficiare di questo aiuto sono le aziende presenti nel territorio italiano. Non hanno alcuna importanza la forma giuridica, il settore di appartenenza o la dimensione.

Infine gli adempimenti per poter accedere a questi benefici comprendono la predisposizione di un prospetto firmato dal legale rappresentante dell’azienda, accompagnato da un documento che attesti la veridicità delle spese dichiarate rilasciata dal Presidente del Collegio Sindacale o da un Revisore dei Conti.