Stretta sui crediti risultanti da dichiarazioni annuali omesse

Studio Baldassi
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Una circolare dell’Agenzia delle Entrate del 6 agosto scorso esclude la possibilità di compensare un credito derivante da una dichiarazione annuale omessa (sono considerate valide anche quelle notificate entro 90 giorni dal termine di scadenza, fatta salva l’applicazione delle sanzioni per la tardiva presentazione). Diversamente da quanto stabilito prima della citata circolare, pertanto, per compensare nel modello F24 il credito derivante da una dichiarazione omessa, il contribuente dovrà prima pagare le imposte, maggiorate di sanzioni e interessi, e poi chiedere il rimborso, attraverso la procedura del contenzioso (articolo 21 del Dlgs 546/92).

La richiesta dovrà essere presentata entro due anni dal pagamento degli esiti della liquidazione, o dell’esito del contenzioso relativo alla cartella di pagamento conseguente alla liquidazione stessa, favorevole all’Agenzia delle Entrate (nel qual caso l’erogazione del rimborso avverrà solo dopo che sia stata accertata l’effettiva spettanza del credito).

Per importi non superiori a 20mila euro, è però possibile allentare la stretta in sede di mediazione o di conciliazione giudiziale: come si legge in un articolo odierno de Il Sole 24 Ore, infatti, “il contribuente potrà scomputare dalla somma originariamente chiesta l’Iva detraibile riconosciuta. Resta fermo, in questa ipotesi, che il contribuente dovrà riconoscere la legittimità delle sanzioni e degli interessi iscritti a ruolo, beneficiando della riduzione delle sanzioni al 40%”.